L’agente: “È partito uno sparo mentre correvo”

Il poliziotto che ha esploso il colpo mortale contro Gabriele Sandri ha rilasciato le prime dichiarazioni al Corriere: "Ho distrutto due famiglie"

«Non ho mirato a nessuno, non avrei potuto, ero a duecento metri. Prima ho sparato in aria, poi mentre correvo è partito un colpo accidentale». Spiega così al "Corriere della Sera" i tragici fatti di Arezzo l’agente della Polizia Stradale che ha colpito con un colpo di pistola mortale il giovane Gabriele Sandri in un’area di servizio nei pressi della città toscana.

«Ora so di essere rovinato – ha spiegato il poliziotto 31enne – e so di aver distrutto due famiglie, la sua e la mia». L’agente è stato ascoltato a lungo negli uffici della Procura, come anche i ragazzi che accompagnavano Gabriele nel viaggio verso Milano, dove avrebbero dovuto assistere a Inter-Lazio.
Intanto il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha espresso cordoglio alla famiglia del giovane disc jockey romano, ha assicurato collaborazione alle indagini e che il corpo da lui diretto «saprà assumersi le proprie responsabilità» per una «morte assurda».

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Pubblicato il 12 Novembre 2007
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