Pizza e “coca”, quattro arresti
I carabinieri sventano un traffico che partiva dai gestori di una pizzeria di Gallarate. Accusati anche di estorsione
Con la pizza anche la cocaina. Sono stati arrestati martedì mattina, 6 novembre, i gestori di una pizzeria di Gallarate che sfruttavano l’esercizio anche per la distribuzione si sostanze stupefacenti. Infatti i maggiori clienti erano proprio i frequentatori del locale che, poi venivano più volte minacciati per pagare i debiti.
Sono quattro gli arresti compiuti dal Reparto operativo del Comando provinciale dei carabinieri i Varese nell’ambito dell’operazione “La salle”: M.J., un albanese (regolare) di 27 anni, residente a Cardano al Campo (VA): la convivente S.F. di 31 anni ed altri due italiani, un uomo G.G. di 46 anni, residente a Casorate Sempione (VA) ed una donna L.G. di 24 anni, residente a Oggiona S. Stefano (VA). Tutti già noti alle forze di polizia, accusati di detenzione, spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione.
L’indagine dei carabinieri ha avuto origine nel mese di gennaio di quest’anno e aveva già portato in carcere un albanese e due italiani, sorpresi in possesso di cocaina. Nel corso delle indagini sono state anche eseguite diverse perquisizioni domiciliari che hanno portato al rinvenimento di diversi quantitativi di droga.
Un vero e proprio mercato della droga, avviato dalla coppia di conviventi che gestiva la pizzeria. Mercato che, con l’aiuto dei due italiani, interessava sia il basso varesotto, sia la zona lacustre della provincia. I carabinieri hanno poi accertato che i due uomini del gruppo si sono resi responsabili, in varie circostanze, del reato di estorsione: richiedevano con violenza e minacce il denaro provento dello spaccio di cocaina non saldato al momento della cessione.
L’attività investigativa è stata diretta dal Sostituto Procuratore di Busto Arsizio Cristiana Roveda. Le indagini sono durate alcuni mesi, con continui e frequenti servizi di osservazione e pedinamenti e occasionali sequestri di piccole quantità di droga da parte dei carabinieri. Il tutto ha consentito di ricostruire l’intero organigramma del gruppo, tanto da poter richiedere l’emissione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere, che sono state appunto eseguite nella mattina di martedì, ponendo così fine al commercio di cocaina.
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