Stadio, niente Disneyland ma solo sport

Il consiglio vota un atto di indirizzo ma mette limiti sugli aspetti più speculativi. In previsione l’alienazione delle aree per 99 anni. Il modello Juventus

Uno stadio, un albergo, un centro commerciale, parcheggi, un asilo nido, cinema multisala, in una parole: una disneyland commerciale. E’ a questo progetto che il consiglio comunale sembra aver detto di no, ieri sera, dopo una seduta in cui è stato approvato l’atto di indirizzo per la nuova struttura («Non si può stravolgere la città per uno stadio» commenta Fontana).
Prime impressioni a caldo: non è esattamente il  progetto sponsorizzato dal patron del Varese 1910, Riccardo Sogliano, quello appena abbozzato ieri sera con la votazione di un primo atto di indirizzo. Il sindaco Attilio Fontana è stato ancora una volta polemico: «Abbiamo  ricevuto grandi pressioni nei mesi scorsi – ha detto leggendo la sua relazione – ma se avessimo dato retta al privato che ci proponeva  l’affidamento diretto per la realizzazione del suo progetto, ci saremmo trovati in una situazione difficile». Perché? Perché la procedura ad affidamento diretto, secondo l’avvocato Staiano, consulente del comune, non era corretta, poichè in ballo non c’era solo la realizzazione di opere pubbliche, ma per una buona parte attività commerciali ad uso privato. Il nuovo atto di indirizzo, arrivato ieri sera in consiglio comunale, ha un’altra impostazione: facciamo una gara con la massima concorrenzialità.

«Non è vero che non abbiamo fatto nulla» ha sostenuto Fontana, accusato da mesi, in particolare da Sogliano, di giocare a fare "melina".  Il comune lo vuole o no un nuovo stadio? Sì, sembra dire la giunta, ma la procedura la scegliamo noi, e dovrà essere inattaccabile sul piano formale. Si va dunque a una alienazione delle aree dello stadio per 99 anni, percorso simile a quello seguito a Torino per il Delle Alpi, il cui diritto di superficie è stato ceduto alla Juventus nel 2003.

Ma il consiglio ha messo alcuni paletti. Con un emendamento di Pramaggiore di Forza Italia è stata tolta la possibilità di cessione delle aree (eliminando interpretazioni troppo larghe); è stato approvato un ordine del giorno di Angelo Zappoli (Prc) che pone paletti di edificabilità commerciale legando eventuali attività al comparto turistico, sportivo e ricreativo. Un altro emendamento di maggioranza è stato votato su questioni tecnico amministrative. Mentre sono stati bocciati due emendamenti restrittivi di Ds e Margherita. I Ds chiedevano, in sostanza, limiti più decisi ai centri commerciali. Roberto Molinari, per la Margherita, chiedeva invece che si eliminasse piazzale De Gasperi dall’alienazione delle aree.

Il voto non ha dato sorprese: 21 sì (la maggioranza più Rifondazione che ha visto approvato il suo ordine del giorno), 9 astenuti (Ds e Margherita, Socialisti) 3 contrari (Movimento libero e Pdci). La procedura, come già annunciato, sarà un piano integrato di intervento (tramonta il project financing).

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Pubblicato il 11 Dicembre 2007
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