Accam e la piscina di via Poma al centro del dibattito
Seduta senza delibere in consiglio comunale: la lingua batte dove il dente duole, richiamando questioni varie, attuali e croniche
Il consiglio comunale è tornato a riunirsi giovedì sera a Palazzo Gilardoni per una seduta priva di punti deliberativi e tenutasi per l’ultima volta con il vecchio regolamento (i tempi tecnici per l’entrata in vigore di quello recentemente approvato, spiegava il presidente Speroni, non sono ancora trascorsi). Seduta decisamente tranquilla, nella quale, fra interrogazioni e risoluzioni, hanno fatto capolino varie questioni che si trascinano da anni: dall’ex calzaturificio Borri ai rapporti con Accam, ma anche l’inevitabile Malpensa, per finire con la (ex) piscina di via Poma a Sacconago. per quest’ultima, in particolare, si è deciso all’unanimità di invitare sindaco e giunta ad attivarsi per ripristinare l’agibilità della struttura.
Nelle comunicazioni iniziali il sindaco Gigi Farioli si è richiamato al ruolo di Busto come città leader dell’area Malpensa-Corridoio V, contestando da un lato la scelta di Alitalia per Air France, e dall’altro il "milanocentrismo" di certi tavoli di confronto, comprendenti anche «chi, pur del mio colore politico, ha contribuito ad affossare Malpensa» (vedi alla voce: Linate). La priorità per il sindaco è salvare l’aeroporto, non Alitalia: per farlo si deve dare slancio alla rete territoriale locale. Fra le altre comunicazioni anche quella che i 5 o 6 piani integrati d’intervento fin qui presentati saranno presentati in commissione ambiente e territorio a partire dalla prossima settimana; infine, una ferma condanna dei recenti vandalismi a danno della Villa Manara, nuova sede per l’Università dell’Insubria, con la quale peraltro Farioli sottolinea di non aver ancora firmato nulla in fatto di nuova convenzione. Il sindaco ha anche precisato che tutti i luoghi della memoria cittadini saranno sorvegliati con telecamere: "Macchia Nera" è avvisato.
Dopo gli interventi liberi dei consiglieri si sono affrontati i punti dell’ordine del giorno. Una proposta del presidente Speroni per generalizzare l’impiego dell’etilometro in tutti i casi di incidente stradale è stata cassata dall’assessore alla sicurezza Lista per per ragioni di praticità. Corrado (Rifondazione), che chiedeva lumi sull’"esternalizzazione" di alcuni servizi comunali (vedi alla voce: patrimoniale), si è sentito rispondere dal sindaco che alcuni dipendenti comunali potranno, con tutti i crismi, passare alla nuova società. Questa sarà posta sotto stretto controllo del consiglio comunale stesso.
Luigi Rosa e Carlo Fontana, per Busto Civitas-Busto dei Quartieri, risollevavano la questione Accam circa il rispetto dell’art. 3 della convenzione fra ex consorzio e Comune: raccolta differenziata, compattazione rifiuti, manutenzioni e pulizie, garanzie sulla ricollocazione degli impianti. L’assessore Armiraglio rispondeva con le ultime in materia, già esposte da Accam recentemente. Circa l’eventuale spostamento dell’inceneritore in altra sede dopo il 2019, spetterà ai Comuni soci decidere: e viste le premesse – se hai un impianto, te lo tieni per decenni – è pressochè impossibile che si accordino su destinazioni alternative. A Fontana che dipingeva i bustocchi come i potenziali "fessi" della provincia di cui smaltiscono i rifiuti, rispondeva d’ufficio Bottini (FI), punto sul vivo come assessore provinciale, dichiarando che «qua l’etilometro andrebbe messo all’ingresso della sala consiglio» e bollando la demonizzazione degli inceneritori, resi improvvisamente popolarissimi e indispensabili, anzi quasi salubri, dalla crisi rifiuti napoletana. Tesi cui controbatteva Lattuada dai banchi dell’estrema destra: «Lì non manca l’incenritore, è mancata l’organizzazione e la pianificazione nel campo dei rifiuti a causa di 14 anni di emergenza continuata». L’ex sindaco Rosa ricordava l’ipotesi del secondo inceneritore provinciale, mai decollato per le ragioni di cui sopra, e le inchieste giudiziarie che in passato hanno colpito Accam.
Chiudeva la serata la lunga discussione sulla piscina di via Poma, in stato di abbandono da quando la Busto Nuoto ha dovuto gettare la spugna lasciandone la gestione, troppo onerosa, nel 2005/2006. Alla base vi erano uan risoluzione di Mariani (Ulivo-PD) e un’interrogazione di Rosa e Fontana. I consiglieri, votando all’unanimità un emendamento letto da Diego Cornacchia (FI) e controfirmato un po’ da tutti, hanno confermato la volontà di far tornare in funzione la struttura attigua alle scuole medie Galilei. Il dibattito verteva sulla modalità: la Giunta inclinerebbe a farne una piscina, oltre che scolastica, anche per gestanti, disabili e riabilitazione psicomotoria. Il consigliere Umberto Rosanna (FI) ha fatto presenti le difficoltà organizzative e i costi, considerevoli, di questo progetto. Chi vivrà vedrà.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
anselmo piazza su Lavori in Viale Belforte, Via Marzorati e Via dei Campigli: a Varese senso unico alternato dal 24 al 30 agosto
Bustocco-71 su Cede la rampa della tangenziale, deviazioni tra Malnate e Varese
GianPix su Il varesino Marco Iemmi ha vinto il Premio Internazionale "Il Poeta dell'Anno"
Rocco Cordi su "Grazie Giorgio per quel nostro pezzo di strada percorso insieme"
Bustocco-71 su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie
Simone su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.