“Basta con precariato e sfruttamento”

Lettera aperta a sindacati e lavoratori di Stefano Rizzi, delegato sindacale Filcams-Cgil

Riceviamo e pubblichiamo

Cari compagni e cari amici,

so che molti colleghi, molti compagni lavoratori sono preoccupati per il loro posto di lavoro a Malpensa.
Condivido la loro preoccupazione e so che le Organizzazioni sindacali hanno espresso il loro massimo impegno ed hanno convocato in modo unitario un attivo dei delegati il prossimo 24 gennaio.

Questo è importante e significa che i sindacati confederali difenderanno tutti i lavoratori e si impegneranno per il futuro di Malpensa.

Su questo ultimo punto Cgil, Cisl e Uil sapranno guardare in faccia la realtà: non è più possibile mantenere a carico di tutti noi Alitalia che da troppi anni scarica le perdite enormi su tutti noi.

Se la nuova Compagnia non manterrà due hub (ma nessuna Compagnia al mondo lo fa, mi sembra) ci saranno dei problemi per Malpensa. Questo anche perchè chi ha governato negli anni scorsi gli aeroporti in Regione ha gestito le cose in modo che non capisco: come fa a reggere Malpensa senza collegamenti efficienti? Come fa ad attirare utenti quando in Lombardia c’è un aeroporto ogni cinquanta chilometri?

Dunque probabilmente ci sarà una crisi; Cgil Cisl e Uil hanno detto chiaro e tondo che a pagare non devono essere i lavoratori. Sono d’accordo.

A Malpensa i più preoccupati sono i lavoratori dei servizi dati in gestione (catering, commercio, pulizie, personale delle compagnie ecc.). La maggior parte di loro sono precari. Che cosa significa: che hanno orari più che flessibili, che hanno contratti che durano poco tempo, che stanno a casa per lunghi periodi ecc. ecc.
Su di loro hanno lucrato una miriade di agenzie; la paga di questi lavoratori è spesso bassissima.
Ed inoltre la maggior parte di loro non ha diritto a cassa integrazione ecc.

Questo è l’effetto della Legge Maroni che a Malpensa è stata usata a piene mani: la maggior parte dei lavoratori dell’aeroporto è precaria. È mai possibile?

Bisogna stare attenti che non ci sia una guerra tra poveri; sono certo che per prima cosa il Sindacato tutela tutti i lavoratori e per primi i più deboli.
Per far questo occorrerebbe spazzare via la legge Maroni; altro che flessibilità, questa è precarietà e sfruttamento.

Inoltre bisogna ottenere garanzie per i precari, evitare l’ingiustizia della divisione tra chi avrà la cassa integrazione e chi no (e vedo anche il rischio che ci sia addirittura un aumento della precarietà: inaccettabile).

La sua parte la deve fare lo Stato, ma la sua la deve fare anche la Sea, non solo perchè in questi anni ha fatto utili enormi, ma anche perchè è la Sea ad aver espanso a dismisura il lavoro malpagato e insicuro, ora la Sea ponga rimedio. Un rilancio dell’aeroporto è possibile se cambia questa gestione arretrata e ingiusta del lavoro.

Stefano Rizzi
Delegato Filcams-Cgil
Membro della Commissione Lavoro del PdCI di Varese

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Pubblicato il 22 Gennaio 2008
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