Festeggiamenti per i 30 anni e poi nuovo Presidente

A giugno una volume e una grande mostra racconterà la storia dell’Associazione Liberi Artisti. Intervista al Presidente Marcello Morandini

C’è chi crede, erroneamente, che l’arte non sia così indispensabile nella vita di tutti i giorni, chi invece cerca nel quotidiano il bello e la poetica della creatività. Chi guarda l’artista come una personalità originale e chi può sentirsi artista anche nelle piccole cose. L’arte è normalità e lo dovrebbe essere per tutti. In questo spirito trent’anni fa un gruppo di artisti fondò un’Associazione con lo scopo primario di riunire con legami di amicizia e solidarietà uomini qualificati e rappresentativi nel campo dell’arte. Scelse di chiamarsi “Liberi Artisti” e negli anni è così cresciuta da avere oggi circa novanta associati e capace dunque di essere rappresentativa di tutta la provincia. Il Presidente Marcello Morandini sta lavorando con il consiglio direttivo e gli artisti per l’evento che darà il giusto valore a questo anniversario.

Quale ruolo ha l’Associazione nel tessuto culturale?

«L’Associazione ha lo scopo ben preciso di stimolare all’arte. Negli anni ha avuto un ruolo molto importante di far sentire che l’arte è normalità e che fa parte del quotidiano. È una presenza importante dal punto di vista culturale e umano».

Il 2007 è stato un anno ricco di mostre.

«Gli artisti associati sono stati invitati a organizzare mostre nei posti più disparati della provincia in preparazione del volume dedicato al trentennale. Ciò ha permesso di far conoscere, anche didatticamente, le moltissime tecniche espressive proprie degli artisti e creare momento di confronto e scambio».

Che difficoltà riscontra una Associazione come la vostra?

«È la difficoltà di farsi ascoltare, il fastidio di dover continuamente chiedere quando dovrebbe essere naturale il ruolo dell’artista nella società. Esistono pochi amministratori illuminati che non si accontentano di dare un contentino agli artisti ma credono davvero che l’arte abbia un ruolo di rinnovamento con lo scopo di far vivere una città».

Perché accade questo?

«C’è chi negli anni non ha fatto rispettare le leggi e quindi non ha dato agli artisti quello che spettava di diritto».

Ricordiamo, infatti, che una legge italiana permette di destinare una percentuale di diritti di urbanizzazione all’abbellimento estetico e quindi al lavoro artistico, ma non sempre ciò accade.

Veniamo ai festeggiamenti per il trentennale, Cosa accadrà?

«L’appuntamento più importante è l’edizione del volume con la pubblicazione dei documenti che raccontano l’attività dell’Associazione e i protagonisti di ieri e di oggi. Poi una mostra presso la Civica Galleria di Gallarate, curata dalla Direttrice Emma Zanella, presenterà il lavoro degli artisti. Un’opera uguale per tutti nelle dimensioni (cm 70×70) e un autoritratto (cm30x40), oltre a una foto ritratto realizzata da Alberto Bortoluzzi».

Non è limitante dare un tema e un formato obbligato a creatività espressive così differenti?

«È sicuramente un limite ma è necessario per poter gestire un gruppo così numeroso di artisti».

Sei Presidente da quasi cinque anni e hai ereditato il ruolo importante dal fondatore Silvio Zanella.

«Ho accettato questo incarico prestigioso ma molto impegnativo su invito di Silvio Zanella. La sua figura è stata fondamentale e sono convinto che se non ci fosse stato il suo impegno l’Associazione non sarebbe arrivata ad essere ciò che è. Credo che dopo questi appuntamenti importanti e la chiusura di questo ciclo di attività sia necessario un cambio della Presidenza per dare spazio a nuove proposte».

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Pubblicato il 11 Gennaio 2008
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