Giovani, anonimi, con un cuore grande così…
Presentato il progetto "Giovani nel volontariato". Per il secondo anno, il Cesvov vuole premiare giovani che regalano ore della propria vita agli altri
Sono tre storie ma rappresentanto un mondo grande, molto grande, spesso anonimo, così silenzioso che nemmeno le associazioni riescono ad avere un quadro preciso.
Ci sta provando il Cesvov, con il progetto "giovani nel volontariato" giunto alla seconda edizione e che è destinato ai ragazzi tra i 14 e i 25 anni.
Lo scorso anno furono 72 i ragazzi che parteciparono al concorso parlando delle proprie esperienze, al fianco di bambini, disabili, sofferenti. Tante storie che misero in seria difficoltà la giuria del Cesvov chiamato a dare un premio ad ognuno delle singole categorie: under 20, giovani 20-25 anni e gruppi.
«I ragazzi che regalano ore della propria vita agli altri sono tanti e spesso passano inosservati – ha spiegato il presidente del Cesvov Vincenzo Saturni – parliamo di ragazzi che sono legati ad associazioni, ma anche giovani che si prodigano spontaneamente in oratorio, a scuola, nel quartiere. Noi vorremmo capire quale dimensioni abbia il fenomeno e per questo motivo, dallo scorso anno, abbiamo lanciato il progetto "giovani nel volontariato"». Fino al 30 marzo, sul sito www.cesvov.it si può scaricare il bando. La premiazione avverrà il prossimo 10 maggio al De Filippi, all’interno della cerimonia "Sole d’oro". I primi classificati riceveranno un buono di 300 euro per l’acquisto di libri o materiale informatico:
Le vite di Matilde, premiata nella sezione under 20, di Veronica, vincitrice tra i 20 e i 24 anni, e di Nicola, Alessandra, Giulia, Marta e Federica, migliori nella categoria gruppi, sono state raccontate in un video, realizzato da Hagam comunicazione e Totem, che verrà distribuito nelle scuole, agli Informagiovani, nei comuni, negli oratori per cercare di promuovere una filosofia di vita più solidale: «le storie di ragazzi semplici potrebbero trovare altre adesioni così da ampliare il movimento di volontari che vivano il volontariato come una condizione di vita» ha commentato il direttore del Cesvov Maurizio Ampollini.
Tre esperienze semplici, raccontate con altrettanta naturalezza dagli stessi protagonisti:
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