In marcia il plotone dei camici verdi
Cronaca di un'assemblea voluta con tutte le forze ed osteggiata in tutti i modi
I dirigenti medici, veterinari, sanitari, professionali tecnici e amministrativi del Sistema Sanitario Regionale nei giorni scorsi si sono riuniti in assemblea generale perché erano andate deluse le attese per la stabilizzazione dei precari dopo un’intesa dell’agosto scorso con la Giunta del Pirellone. In autunno infatti la Giunta nelle regole di sistema per l’esercizio 2008 autorizzava la copertura solo del 50% dei posti che si erano resi vacanti nel 2007 ribadendo però che avrebbe tenuto fede agli accordi precedenti: una scelta e un’affermazione contraddittorie e i sindacati inoltre vedono questa limitazione come un ulteriore ridimensionamento del Sistema sanitario pubblico con rischio imminente di un’insufficiente risposta ai bisogni della cittadinanza.
Un’assemblea boicottata, tribolata, ma comunque affollata e positiva. Fissata al Policlinico di Milano ecco che, poco prima dei lavori, la sede viene negata per motivi tecnici: trasferimento al Gaetano Pini dove ovviamente parecchi dirigenti non sarebbero potuti arrivare in tempo. E non sarebbe stato l’unico intoppo: non si fanno vedere i rappresentanti dell’assessorato, i giornalisti vengono attirati da una conferenza stampa del presidente regionale, la Regione è presente invece all’assemblea con diffide scritte dagli avvocati e formulate in relazione a un documento pubblicato a pagamento dai sindacati sul “Corriere”a novembre, documento che rappresenterebbe “ un abuso del diritto di critica lesivo degli interessi della Giunta regionale”.
Unico politico presente ai lavori Carlo Saffiotti della Commissione Terza Sanità che ha portato il suo saluto con l’ augurio per un ripristino del dialogo tra le parti. Presenti ed interessati anche i rappresentanti di Adiconsum che si sono dimostrati molto preoccupati per le conseguenze sui cittadini sia delle limitazioni imposte dalla giunta regionale sia delle azioni di protesta che la dirigenza sanitaria possa essere costretta ad intraprendere.
L’assemblea si svolge, si ribadiscono le preoccupazioni che non trovano risposta in assenza di interlocutori istituzionali. Non si capisce perché si debba esasperare la situazione, dà così fastidio che i sindacati per la prima volta non si agitino per incrementi retributivi ma a difesa di un sistema che garantisca i cittadini più deboli nei loro bisogni essenziali?
Intanto in tutta la Lombardia tra i dirigenti del Sistema sanitario continua la raccolte di firme per la petizione al Presidente Formigoni affinché si impegni di persona al fine di ristabilire un clima di dialogo nell’interesse di tutti i cittadini lombardi .
Il Sistema Sanitario Regionale è garantito da dirigenti medici, sanitari, tecnici ed amministrativi che si distinguono certamente non per assenteismo visto che accumulano migliaia di ore straordinarie non remunerate e non remunerabili e non riescono nemmeno ad usufruire dei normali periodi di riposo e di ferie contrattualmente garantiti. Lavorano “come se fossero azionisti della azienda “ parole di un riconoscente direttore generale.
Gli organici presentano vuoti a malapena integrati con 3000 medici precari, giovani con più di 10 anni spesi per laurea e specializzazione, che lavorano per12-15 euro/ora pagando di tasca propria i contributi assicurativi senza garanzie contrattuali o sindacali. Insomma una vita da nababbi che non autorizza critiche e rivendicazioni nei confronti del “ padrun”.
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