Padre Pio, santo nel cuore dei varesini
I gruppi di fedeli che venerano il cappuccino di Pietrelcina si preparano all’esposizione delle spoglie del frate, promessa per il mese di aprile
Con aerei, treni, pullman, auto, diverse centinaia di devoti varesini di Padre Pio da Pietrelcina partiranno alla volta del santuario di San Giovanni Rotondo, per pregare davanti alle spoglie del frate che, come annunciato, da metà aprile saranno esposte alla “pubblica venerazione”. Sono infatti una ventina i gruppi di preghiera legati al “frate delle stigmate”, proclamato santo nel 2002, sparsi in tutta la nostra provincia, una tra le prime a segnalarsi per la devozione nei confronti di una figura che, in vita, non ebbe mai rapporti facili con le autorità ecclesiastiche, ma che ogni anno continua a richiamare al convento pugliese, dove il frate visse e operò, circa sette milioni di fedeli. “Siamo molto felici per la notizia, per l’annuncio di questo fatto davvero eccezionale: il pellegrinaggio annuale consentirà anche a noi di partecipare all’evento”, reagisce a caldo padre Claudio Todeschini, la guida del gruppo di devoti che si riunisce presso i Cappuccini di viale Borri a Varese. “Ci stiamo già organizzando, c’è tanta voglia di partecipare all’evento, c’è chi ha già prenotato l’albergo”, gli fa eco Vittorio Tiziani, che dal ’99 dirige il gruppo bustocco del Sacro Cuore di Gesù e che il santo lo ha conosciuto davvero. “Sarà una grande emozione, per me che sono stato sposato da lui, rivedere Padre Pio e non solo il duro marmo della sua tomba”.
Grande interesse, dunque, anche sul nostro territorio, per le prossime iniziative in calendario a San Giovanni Rotondo. Una realtà, quella che ruota attorno al santo nel Varesotto, vivace, diffusa, che affonda lontano le sue radici. Le ricorda la “memoria storica” dei gruppi, don Giuseppe Merlin: “I primi gruppi spontanei si sono formati a Varese negli anni tra il ’48 e il ’49, e si riunivano in via Rainoldi”, racconta il sacerdote che tiene i contatti tra il convento pugliese e la nostra provincia, e guida il gruppo varesino che si incontra all’Anaconda. Tanti i gruppi presenti, oltre che nel capoluogo (il gruppo di San Vittore vanta mezzo secolo di vita) e a Busto, anche a Gallarate, Induno Olona, Vedano Olona, Comerio, Cassano Magnago. Momenti comuni di preghiera, messe, pellegrinaggi ai luoghi del frate, è semplice la vita dei gruppi. “Il nostro è formato da 150 persone – spiega padre Claudio di viale Borri -, con un’età che va dai 50 in su, e almeno un 70% formato da donne”. A fare da collante una consuetudine spirituale e una devozione al frate pugliese che si traducono spesso in un’amicizia profonda e duratura.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
GianPix su Il varesino Marco Iemmi ha vinto il Premio Internazionale "Il Poeta dell'Anno"
Rocco Cordi su "Grazie Giorgio per quel nostro pezzo di strada percorso insieme"
Bustocco-71 su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie
Simone su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie
Stefania Radman su Apre il cantiere stradale in via Carcano a Varese che rivoluzionerà la viabilità di Biumo
GrandeFratello su Apre il cantiere stradale in via Carcano a Varese che rivoluzionerà la viabilità di Biumo






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.