“Prevenzione dell’aborto, non dissuasione”
L’Albero di Atonia esprime la propria posizione difendendo la legge sull’aborto
Riceviamo e pubblichiamo
L’Albero di Atonia – circolo arci sente la necessità di intervenire, esprimendo la propria posizione in merito agli attacchi reiterati rivolti alla L.194.
Premettiamo che consideriamo l’aborto non come un valore, bensì come una sconfitta ed un evento negativo, mentre una legge che consenta alle donne di interrompere una gravidanza, salvaguardando la salute, è un diritto inalienabile. Prevenzione dell’aborto dunque, non dissuasione dall’aborto.
Arrogarsi il diritto di imporre una gravidanza non desiderata in termini di divieti, finti aiuti e controlli confessionali significa considerare le donne una categoria sociale a potestà limitata.
Permettere a movimenti nemici della L.194 di anteporsi agli operatori sanitari intercettando le pazienti è un insulto all’applicabilità di una legge che è stata voluta dal 70% degli italiani e alla laicità delle strutture sanitarie.
Difendendo la 194 si consente a donne e uomini di decidere di sé, delle proprie vite e di quelli di coloro che dovranno venire. Se l’aborto resta una scelta mai desiderata, ma a volte necessaria, la libertà di progettare la propria vita e di diventare madri e padri è condizionata oggi dall’incertezza e dalla precarizzazione del lavoro che sono i veri nemici attuali della fertilità.
Implementare i Consultori familiari vuol dire difendere quelle strutture che, con l’informazione e la diffusione della prevenzione contraccettiva, hanno permesso una drastica riduzione del numero di aborti e la scomparsa della piaga dei pericolosi aborti clandestini.
E’ necessario che ai Consultori vadano assicurate le condizioni materiali ed organizzative perché donne e uomini, italiane/i, immigrate/i di qualsiasi orientamento sessuale e identità di genere possano trovare un luogo di informazione ed aiuto sulle tematiche della sessualità e della riproduzione.
E’ nostra intenzione non solo difendere la 194 e i Consultori, ma chiedere che si introduca in tutta Italia e da subito la RU486 per l’interruzione di gravidanza farmacologia.
Esprimiamo inoltre il nostro netto rifiuto all’introduzione di regolamenti regionali: ciò infatti significherebbe intervenire sulla L.194 e modificarla, o peggio snaturarla.
Riteniamo oggi più che mai necessaria, fondamentale – anche come prevenzione dell’aborto – una diffusa, capillare, seria educazione alla sessualità, a partire dalle scuole e dai Consultori.
Facciamo nostra questa frase che ben riassume i termini del problema: “Abortire è una scelta dolorosa, sempre; bellissimo sarà quel giorno in cui nessuna donna dovrà più abortire. In attesa che questa fiaba si realizzi la 194 va difesa e tutelata”.
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