Business Park, passa la variante tra le proteste ambientaliste
Il progetto del polo sulla statale 336 approvato in consiglio comunale coi voti di Forza Italia e An. La Lega esce dall'aula. Striscioni e manifesti delle associazioni
Business Park piatto unico in consiglio comunale a Gallarate. Assemblea aperta da un minuto di silenzio per ricordare Giovanni Pezzullo, il militare vittima di un attentato dei Talebani in Afghanistan.
Tutta l’attenzione si è concentrata sulle parole dell’assessore all’Urbanistica Massimo Bossi, il quale ha presentato iter storico, passaggi istituzionali e burocratici della variante, a partire dal 1999 per arrivare alla valutazione ambientale strategica sul polo che sorgerà intorno alla strada statale 336. Non appena l’assessore ha preso la parola, alcuni esponenti delle
associazioni ambientaliste (Legambiente, Salvagallarate e Verdi) hanno esposto uno striscione e alcuni cartelli con la scritta “Business per chi, parco per tutti”. Bossi ha poi ripreso, puntando sugli aspetti considerati di pregio dalla maggioranza, dal verde alla rinuncia alla grande distribuzione fino alla perequazione, principio contenuto a chiare lettere nel documento. L’esponente di Forza Italia ha poi sottolineato le opportunità che Gallarate dovrà cogliere, da Malpensa che non verrà lasciata sola fino all’Expo 2015 e alla Fiera Milano. In sala ha ftto capolino anche Nino Caianiello, punto di riferimento degli azzurri gallaratesi.
Dure critiche dall’opposizione. Cinzia Colombo del Prc ha attaccato l’eccessiva urbanizzazione e sovrapproduzione di camere previste dal piano fino ai peggioramenti ad aria e qualità della vita dei gallaratesi. Colombo ha polemizzato sul metodo con il quale è stata sviluppata la valutazione ambientale strategica: "Non vogliamo essere complici di chi farà ammalare i cittadini per fare l’interesse dei costruttori". Pierluigi Galli (Ds-Pd) ha bollato il documento come superficiale e parziale, più pesante Antonio Pepe (Ds-Pd), che si è detto perplesso sulla variante e ha ripreso una metafora fiabesca: “Si è parlato di Biancaneve, noi preferiamo essere Cappuccetto Rosso, perchè alla fine viene liberata e qualcuno al lupo spara”. Possibilista Laura Foris (Rosa nel Pugno), la quale ha detto di apprezzare i progetti per Madonna in Campagna, leggendo in questo un’attenzione nuova per le periferie: Floris ha lanciato una sfida ai cittadini, invitati a dire la loro per il Pgt. Angelo Senaldi (Margherita-Pd) ha elencato alcuni punti positivi ( polo scolastico a Madonna in Campagna, parchi cittadini, la rinuncia alla grande distribuzione e l’apertura al risparmio energetico); tra le criticità l’eccessiva volumetria, la previsione dell’ospedale e del polo universitario al confine con Busto, in contraddizione con la volontà di evitare la conurbazione con il Comune vicino, e la continua corsa ai piani integrati d’intervento che aumentano le edificazioni.
Uniti nel difendere la variante An e Forza Italia. Giuseppe De Bernardi Martignoni l’ha definita una “grande variante” e ha poi bacchettato duramante la Lega Nord, che non ha partecipato al voto, definita “una malattia da sanare per evitare che diventi contagiosa e infetti anche le forze fin qui fedeli nel rispetto del programma”. Giacomo Peroni (Fi) ha sottolineato come sia stato un percorso lungo e condiviso, con confronti con associazioni e cittadini, rispedendo al mittente le accuse dell’opposizione. Polemico Alessandro
Petrone (Fi), che ha battibeccato con Floris e con buon parte dei banchi della minoranza. Stranamente silenziosa la Lega Nord, che a Gallarate siede all’opposizione: Matteo Ciampoli ha preso la parola solo per dichiarare che il Carroccio non avrebbe votato e per chiedere che la maggioranza riveda le proprie posizioni per quanto riguarda commercio e terziario. Ha chiuso prima del voto finale il sindaco Nicola Mucci, che ha sottolineato l’importanza dell’approvazione e ha ringraziato sia la sua maggiorazna sia l’opposizione per le critiche costruttive avanzate nella seduta odierna. A favore si sono espressi i diciotto di Forza Italia e An, contro gli otto di Ds e Margherita e Prc, Lega Nord fuori dall’aula e la Floris astenuta. La palla passa alle osservazioni e fra sessanta giorni si torna in aula per il voto definitivo e l’approvazione della variante.
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