“Business Park, restano dei nodi. Importanti”

Le associazioni non condividono "l'eccessivo entusiasmo delle recenti dichiarazioni dell'Assessore Bossi"

Riceviamo e pubblichiamo

Le associazioni non condividono l’eccessivo entusiasmo delle recenti dichiarazioni dell’Assessore Bossi: Restano dei nodi. Importanti.

In primo luogo tutte le obiezioni relative all’iter ed alla tempistica programmata per l’adozione della variante restano in essere avendo l’amministrazione confermato l’intenzione di procedere a ciò nella prossima seduta di Consiglio Comunale del 25 febbraio.

(Ricordiamo che l’avvio della fase partecipativa della VAS "risale" a metà di gennaio ’08 e la disponibilità dei dati e della bozza del documento di Rapporto Ambientale "risale" allo scorso  6 febbraio!)

Nella mattinata odierna si è svolta l’assemblea di presentazione degli stessi.

Il documento non ha recepito le richieste ed osservazioni  presentate e riconferma le scelte già conosciute dell’Amministrazione.

Restano quindi valide tutte le osservazioni specifiche e le richieste di integrazione dei dati precedentemente presentate.

Nel pomeriggio poi le associazioni sono state convocate dall’Assessore presso l’U.T. Comunale per l’apertura dei richiesti "tavoli di approfondimento". Tale positiva apertura però è riferita alla VAS del Piano di Governo del Territorio e si auspica che per questo obiettivo sia possibile un effettivo positivo confronto ed approfondimento. Resta comunque a nostro avviso inspiegabile la fretta che conduce l’Amministrazione Comunale a rifiutare tale possibilità anche in riferimento alla variante 336.

Riguardo alla quale, In particolare, si torna ad evidenziare che non appare corretta e pertinente la valutazione delle negatività/positività della variante in esame sulla base del confronto con la precedente variante del 2003.

Questi due sono gli unici scenari presi in considerazione e strumentalmente confrontati. Ciò nonostante la VAS evidenzia per le attuali previsioni, anche rispetto alla variante 2003, un maggior carico veicolare prevedibile. E, ovviamente, rispetto allo stato di fatto attuale tutti gli indici vanno notevolmente ad incrementarsi.

Tali criticità vengono menzionate ma non valutate nella effettiva sostenibilità lasciando aperte una serie di indeterminazioni (es. il non irrilevante incremento  del consumo idrico potrà essere sostenuto dai pozzi attuali? sono reperibili nuovi pozzi nell’ambito comunale? ci si dovrà avvalere di pozzi siti in altri comuni? sono stati consultati? quali ricadute sull’andamento delle falde? e sulla disponibilità delle falde anche per i comuni vicini?) e così via…. Inquinamento atmosferico, incremento dei tempi di percorrenza della viabilità comunale, ecc…

Inoltre da parte della Amministrazione Comunale si continua a sottovalutare, rifiutandosi di prendere in considerazione l’argomento, l’impatto che le nuove previsioni di insediamenti logistici potranno avere con le residenze di Arnate e di Verghera attorno alle quali si posizioneranno, e sulla viabilità locale.

Ma il nodo più grande resta l’effettiva possibilità (come più volte "dichiarato" dalla Amministrazione Comunale) di salvaguardare l’area a sud a favore del mantenimento dell’indispensabile corridoio verde ecologico (si vedano le prescrizioni e VAS del Parco del Ticino) e della destinazione a verde delle aree.

Nel documento denominato "Piano d’area Malpensa Business Park – Gallarate variante urbanistica Valutazione Ambientale Strategica  – Rapporto Ambientale.  (rif. pagina 46) si può evincere:

zona sud

ambito R.A. riqualificazione ambientale (zona sud est) mq. 723.568 (non un milione)
ambiti relativi a preesistenze sud. est mq. 185.860 (incidono sulla superficie precedentemente considerata) e citando:
"nell’area è individuata una zona (mq. 130.096  a confine con Busto Arsizio) per eventuali insediamenti ospedalieri".
inoltre in tale zona R.A. insistono le rampe e bretelle di collegamento viabilistico s.s. 241 (circonvallazione di Samarate) s.s. 336 e autostrada "pedemontana" (oltre alla viabilità già esistente) che frammentano il territorio con evidente impatto sulla "continuità" del corridoio ecologico.

in particolare si rileva che TUTTA LA VAS E IL Rapporto Ambientale presentato  PRESCINDE COMPLETAMENTE dalla valutazione dell’eventuale insediamento ospedaliero che non viene collocato sul territorio individuandone posizione ed estensione geometrica (preclude / non preclude la continuità del corridoio?), ne precisato nelle sue consistenze. Parimenti dicasi per le infrastrutture ed edificazioni prevedibilmente ad esso necessariamente connesse. Ne tanto meno vengono illustrati i flussi di traffico relativi all’attività, ai dipendenti ed agli utenti dell’  "eventuale" nuovo grande ospedale.

Oltre a chiedere che La VAS continui ad essere adeguatamente approfondita attraverso la elaborazione ed al confronto di più scenari mirati alla ottimizzazione ambientale (questo è il compito di qualsiasi VAS) si chiede che venga anche elaborato e valutato lo scenario corrispondente alla futura eventuale realizzazione ospedaliera determinandone la coerenza e sostenibilità rispetto ai dichiarati  obiettivi di salvaguardia ambientale o che tale previsione venga definitivamente stralciata dalla variante urbanistica ss336 businesspark. Altrimenti L’Amministrazione Comunale si troverebbe a  fare passare un obiettivo ed una azione insediativa in modo surrettizio violando la validità complessiva della procedura  di VAS.

Sia nel caso di stralcio, sia nel caso di valutazione negativa dello scenario è evidente che il parallelo processo VAS relativo al piano di governo del territorio non potrà riproporlo negli stessi termini e collocazione.

In ogni caso le volumetrie e superfici costruite relative all’insediamento ospedaliero determinerebbero un supero della volumetria/superficie edificabile proposta e prevista dal Piano d’area. Sarebbe quindi necessario riverificare la edificabilità assegnata alle altre zone del business park.

Ancora più vaga è la ventilata possibilità di dedicare (sempre all’interno dell’area verde teoricamente tutelata) di insediamenti per la ricerca e per l’università. Pure accennati nella relazione dell’Assessore.

Infine, in riferimento alle recenti dichiarazioni che collegano lo sviluppo di Gallarate ad EXPO’ 2015 si ricorda che tale evento non è per nulla certo, che una città dovrebbe costruire il proprio sviluppo (sostenibile) sulla base del consolidamento e valorizzazione delle proprie risorse e potenzialità economiche, produttive e sociali e non forse sull’attesa di incerte piogge milionarie ….

E soprattutto non si può sulla base di queste attese incerte pregiudicare l’ultima ampia zona inedificata disponibile all’interno dei confini comunali progettando involucri vuoti (se l’expo non ci sarà quali attività dovranno accogliere?). La definizione funzionale delle nuove previsioni insediative proposte è infatti molto generica e, a nostro avviso, poco riconducibile ad una effettiva strategia  per il ruolo di Gallarate.

Ci auguriamo quindi che l’Amministrazione Comunale che meritoriamente ha chiamato alla partecipazione su questi argomenti  possa riaprire la fase partecipativa e di approfondimento su queste scelte, in modo sostanziale e non formale,  per consentire alle associazioni ed ai Cittadini la possibilità di portare un contributo aperto e finalizzato al bene comune.

 

Acli Gallarate

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Pubblicato il 14 Febbraio 2008
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