«Cari fans è il momento di contarci»

Davide Van De Sfroos parla del suo nuovo lavoro "Pica!" e invita tutti al concerto del 19 aprile al Datch Forum

Due anni dopo il successo di Akuaduulza il cantautore comasco Davide Van De Sfroos torna sulla scena musicale con un nuovo album dal titolo "Pica!" che nel dialetto lagheè significa picchia. Il titolo sembra riflettere la realtà di un artista che a furia di picchiare finalmente ha sfondato, meritatamente e senza compromessi, la classifica italiana andandosi a piazzare al quarto posto tra gli album più venduti in Italia a due settimane dall’uscita.

Un successo che corona una carriera inesorabilmente in discesa che parte da "Breva e Tivan", primo album ufficiale, e approda a "Pica!". Cosa è cambiato nella tua musica e cosa è cambiato in Davide dal ’99 al 2008?

«Da allora ad oggi sono passato attraverso una serie di tappe che hanno scandito la mia vita e la mia musica. "Breva e Tivan" era un esperimento che voleva fregarsene di quello che era accettato e accettabile a livello musicale in Italia. "Pica!" mi sta dando ragione. In mezzo ci sono migliaia di concerti in giro per l’Italia e la nascita di tre figli. Tutto ciò che è accaduto mi ha forgiato».

"Pica!" entra in classifica al 4° posto. La tua musica supera il Po, cosa è stato determinante per questo successo?

«Già da 3-4 anni ho superato il Po con i concerti e ora penso che sto raccogliendo i frutti. Rimasi impressionato quando suonai in Sardegna dove ho fatto tre date e la gente del posto conosceva le mie canzoni in dialetto. Ho avuto un’accoglienza incredibile in posti dove non avrei mai creduto che potesse accadere. Ho visto materializzarsi personaggi scritti da me in paesi ben lontani dal lago di Como».

Dalla miriade di concerti ad un unico grande vento il 19 aprile al Datch forum di Assago. Cambia il tuo rapporto con il pubblico?

«E’ un tentativo di contarci. provare a riunire tutti i fans e farli sentire meno soli. L’idea del forum, devo ammetterlo, mi stressa un po’ ma ritengo necessario questo appuntamento. Il mio rapporto col pubblico si declina in tre tipi di concerti. C’è la piazza piena sotto il palco con la gente che fa i cori, c’è l’intimità e la voglia di raccontarmi a teatro e c’è il concerto da bar, da taverna. Questi tre modi di essere live sono i tre aspetti del mio carattere. Quello che mi piace di più è, comunuqe, il concerto a teatro perchè permette di raccontarmi meglio».

La musica folk in Italia. Come vedi attualmente la scena e come classifichi il tuo album?

«La musica folk in Italia torna ciclicamente. Non è mai morta grazie al sud Italia che l’ha conservata con numerosi festival come "La Notte della Taranta". anche il nord ne produce molta e questo denota una grande vitalità. Il mio album è un meltin pot di culture e tradizioni musicali. Ad esempio "Lo sciamano" è un pezzo che sa di balcani per poi virare verso il Cile ,a tutto l’album fa incontrare diverse tradizioni. Sullo sfondo resta la scena lagheè con le sue storie e i suoi personaggi».

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Per ulteriori informazioni su Davide Van De Sfroos e sul nuovo album visitate il sito www.davidevandesfroos.com.

 

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Pubblicato il 27 Febbraio 2008
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