Cgil, Cisl e Uil: “Facciamo sentire la voce dei lavoratori”
Sciopero di quattro ore a Malpensa: cancellati 102 voli, adesione intorno all'80 per cento. Presenti anche alcuni esponenti delle istituzioni
«Facciamo sentire la voce dei lavoratori». Un lungo corteo, colorato alle bandiere di Cgil, Cisl e Uil, ha attraversato l’area delle partenze e degli arrivi del terminal 1 di Malpensa per poi proseguire fino alle rampe di raccordo con lo scalo, bloccate per circa un’ora, dalle 10.30 alle 11.30. Lo sciopero dei lavoratori di tutte le categorie dello scalo varesino è riuscito, parola del sindacato: «Le adesioni sono superiori all’80 per cento». Qualche mugugno per la scarsa presenza di lavoratori a termine e interinali: qualcuno (Giuseppe Criseo della Fta Cisal) denuncia una precettazione esagerata da parte della società di gestione aeroportuale, altri il ricorso agli straordinari proprio per le categorie più soggette al “ricatto”. Un centinaio (51 arrivi e 51 partenze) i voli cancellati, la maggior parte dei quali di Alitalia. In tutto erano un migliaio a manifestare, guidati dai rappresentanti sindacali di categoria, territoriali, provinciali e regionali. Presenti anche le istituzioni: Raffaele Cattaneo per la Regione, Filippo Penati per la Provincia di Milano, i sindaci di Cardano al Campo (Mario Aspesi), Somma Lombardo (Guido Colombo), Sesto Calende (Eligio Chierichetti). E poi Alessandro Alfieri per il Partito Democratico, che ha inviato messaggi di solidarietà ai lavoratori anche tramite i consiglieri regionali Stefano Tosi e Giuseppe Adamoli, imitati dall’esponente del Prc Mario Agostinelli.
Uno sciopero per dire con forza che l’attenzione delle istituzioni deve essere concentrata sul futuro dei lavoratori. La parola “moratoria” compare solo sulla bocca di Raffaele Cattaneo, secondo il quale «è l’unica strada, che conviene a tutti, Malpensa per prima». I sindacati invocano gradualità, non
credono nella moratoria e ancor meno nel salvataggio di Alitalia tramite un “cavaliere bianco”, soluzione auspicata dallo stesso Cattaneo ma tuttora senza concrete certezze: «Il tempo c’è, serve dare garanzie ai lavoratori di Malpensa – ha detto Susanna Camusso, segretaria regionale della Cgil, affiancata dai colleghi di Cisl e Uil, rispettivamente Franco Giorgi e Marco Pecorari -. Non ci sto al balletto dei numeri: bisogna rendersi conto che qui lavorano migliaia di persone, il loro futuro dipende da quello di Alitalia. Serve che la politica intervenga con trasparenza, garantendo la possibilità ad altri vettori di operare a Malpensa. A compagnia del Nord o soluzioni fantasiose non credo più: gli imprenditori lombardi, come i loro colleghi italiani, sono sempre stati restii a mettere mano al portafogli». Sulla revisione degli accordi bilaterali punta Filippo Penati: «Più che una moratoria, serve prendere atto che se Alitalia se ne va, devono essere poste le basi per far arrivare qualcun altro – ha detto -. Qui c’è il mercato, la politica deve fare accordi per permettere che arrivino. Per prima cosa però, serve aiutare la parte più debole di questa partita, i lavoratori, garantendo ammortizzatori sociali e tutele».
catering che rischiano il posto a partire dal mese prossimo: sono circa 800 in totale suddivisi in tre aziende, un terzo dei quali rischia di essere lasciato a casa. C’erano le addette alle pulizie sugli aerei, per molte delle quali sarebbero già pronte le lettere di licenziamento. C’erano gli iscritti al comparto dei trasporti e tutte le altre categorie presenti in aeroporto: «Serve unità, questo è un primo segnale positivo. Andiamo avanti, siamo pronti a bloccare tutto se non ci saranno date garanzie sul futuro dell’occupazione a Malpensa, un segnale a difesa dell’aeroporto, minacciato dai tagli dei voli decisi da Alitalia nel suo piano di risanamento», attaccano Cgil, Cisl e Uil. Tra le tante voci che hanno urlato le proprie ragioni, anche qualcuno che ha attaccato il presidente regionale Roberto Formigoni e il deputato leghista Roberto Maroni, invitati con espressioni colorite ad “andare a lavorare”: una piccola spaccatura all’interno di una manifestazione unitaria sotto molti punti di vista.
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