Le Acli alla ricerca della nuova identità
Nel bilancio di fine mandato, il presidente Ruffino Selmi traccia un'analisi del nuovo contesto sociale, senza nascondere difficoltà ma chiedendo lo sforzo di rinnovamento
In un mondo in rapida evoluzione, dove globalizzazione e progresso scientifico non sempre si coniugano secono i valori dell’etica e dei diritti umani. Dove fame e riarmo sono evidenze in stridente contrasto, analfabetismo e malattie sembrano ineliminabili, le Acli del XXI secolo sono alla ricerca di una nuova forte vocazione, la stessa che ha caratterizzato la nascita e lo sviluppo negli anni della costruzione di un’Italia democratica e pluralista.
Nella sua relazione, il presidente uscente (dopo due mandati) Ruffino Selmi ha tracciato le linee del nuovo contesto socio culturale in cui si è chiamato ad operare: dal mondo offeso da troppi veleni e sprechi, alla difficile realizzazione della casa europea, all’Italia sempre più anziana, stanca spaventata ed egoista, alla Chiesa che sta dimenticando i principi ecumenici di popolo di Dio per arroccarsi su posizioni autoreferenziali e verticistiche, sino al territorio varesino in bilico in attesa di conoscere il destino del suo maggior investimento, quello di Malpensa.
Il quadro che è emerso dal pensiero del presidente uscente è quello di un sistema in difficoltà, alla ricerca di nuova linfa ed energia per tornare a credere e costruire. Un contesto, per certi versi, simili alle Acli del XXI secolo, in carenza di ossigeno,di linfa nuova per proporsi come pungolo e stimolo, sperimentatore di forme di aggregazione per rilanciare i principi che rimangono quelli di 60’anni fa: lavoro, famiglia, volontariato. Valori a cui, oggi, se ne aggiungono di nuovi, scaturiti dalla necessità del confronto e dell’accoglienza per una società in continua evoluzione: «Le Acli – afferma il peresidente provinciale – con il loro sistema variegato di associazioni e servizi sono chiamate a vivere la duplice missione: andare a cercare le cause, ma anche intervenire sui bisogni e organizzare chi c’è dentro».
La sfida di domani, per Ruffino Selmi, sarà proprio quella di riequilibrare la duplice anima dell’associazione, servizi e comunità ricostruendo una compagine di soci, oggi per la gran parte troppo anziani per avere l’energia e la giusta motivazione ad affrontare i cambiamenti.
La sfida, apparantemente improba, sarà affidata al futuro consiglio provinciale la cui elezione avverrà domani, domenica 17 febbraio. Dal nuovo organo elettivo uscirà il nome del presidente che si troverà un’eredità difficile ma stimolante.
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