Malati oncologici, una scommessa vinta a Cittiglio
Ad un anno dalla sua apertura, l'ambulatorio gestito dal dottor Membrini è passato da 8 a 150 pazienti. Ma nei progetti qull'esperienza andrà accresciuta
«Una scommessa che oggi possiamo dire, senza incertezze, di aver vinto». Fiorenzo Membrini (nella foto), responsabile dell’ambulatorio e del day hospital oncologico all’ospedale di Cittiglio, non può che dirsi soddisfatto della decisione presa un anno fa per alleggerire la pressione del servizio del Circolo.
«Abbiamo iniziato con 8 pazienti – ricorda Membrini – e oggi ne abbiamo 150. Il day hospital conta su una sala a sei poltrone e una camera a due letti. La nostra attività è bisettimanale ma si dovrebbe implementare ulteriormente. In questo momento il problema è logistico perchè sono in corso dei lavori di ristrutturazione dei nuovi spazi».
Il progetto dell’ambulatorio, supportato dall’associazione Varese per l’Oncologia e da Whirlpool, è quello di portare quanto più possibile vicino ai pazienti l’attività di cura e di assistenza: « Tra i malati che arrivano a Varese, quasi un terzo proviene dal Verbano – spiega il medico che porta avanti il lavoro con il solo aiuto di una specializzanda e si avvale delle quattro infermiere, più la caposala, che gestiscono tutte le attivià di day hospital – così abbiamo pensato di trasferire parte dell’attività a Cittiglio. Ogni settimana abbiamo circa una ventina di malati che si sottopongono alla terapia e visitiamo almeno tre o quattro nuovi pazienti».
L’area del Verbano è abbastanza problematica dal punto di vista oncologico: i casi sono i linea con gli standard nazionali, con una prevalenza di tumori al colon e alla mammella. Seguono quelli gastrici, polmonari, ginecologici e i linfomi.
L’età media dei pazienti è tra i 55 e i 60’anni: «L’incidenza dei malati oncologici è in aumento – commenta il dottor Membrini – sia per fattori genetici sia per l’alimentazione. Bisogna ricordare, però, che a fronte di un trend in crescita, si registrano continui progressi scientifici che migliorano le prospettive di cura, pur cronicizzando i pazienti».
A Cittiglio, l’oncologia si appoggia alla medicina e alla chirurgia del Luvini perchè non ha posti letto dedicati: « Oggi la grande sfida è quella dell’assistenza territoriale. Molti pazienti hanno bisogno di cure e di assistenza ma non sono in condizioni da ricovero. Per questo tipo di pazienti non c’è adeguata assistenza territoriale. Se, poi, l’ammalato non è autonomo, assisterlo diventa veramente difficoltoso. Ecco perchè, con Varese per l’Onologia, stiamo studiando un modello di assistenza domiciliare, almeno finchè non verranno realizzate strutture adeguate».
Per il dottor Membrini, quindi, il giudizio positivo sull’esperienza di Cittiglio è solo uno stimolo a proseguire sulla via della "esternalizzazione": oltre all’assistenza domiciliare si spera anche in Luino dove è in previsione l’apertura di un analogo ambulatorio, anche se i tempi non sono maturi.
Tempi più certi ma ancora lontani, invece, per l’hospice, l’unità in corso di realizzazione nel padiglione centrale del Circolo, destinata ad ospitare malati terminali. I lavori, che procedono da cronogramma, saranno ultimati nel giugno 2009. La nuova realtà avrà dieci posti letto e ha un costo di un milione e 800.000 euro.
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