Martina (Prc): Reguzzoni, decisione grave

Forti critiche dall'ex consigliere regionale comunista

Riceviamo e pubblichiamo

 

Ritengo il gesto di Marco Reguzzoni, Presidente dimissionario della Provincia di Varese, un malcostume della politica tipica della “Seconda Repubblica”.

Sono dispiaciuto di dover annoverare anch’egli tra quanti hanno come priorità gli interessi individuali anzichè gli interessi della collettività.

Come interpretare diversamente le dimissioni e il conseguente scioglimento del Consiglio provinciale eletto soltanto dieci mesi or sono, se non come la corsa alla occupazione dei posti di potere sempre più alti? Forse un posto da sottosegretario o, meglio ancora, un Ministero?

Un chiaro messaggio ai cittadini della nostra provincia: prioritaria la carriera politica e la posizione di potere personale. Poco importa della Provincia e dei suoi problemi, ma anche poco importa se ciò significa sprecare ulteriori denari pubblici per far tornare al voto i cittadini a meno di un anno. Ma non poteva regolarsi prima?

Ci vedo in questa scelta un sentimento di disprezzo nei confronti degli elettori e delle elettrici che con ben il 67% gli avevano rinnovato la loro fiducia per il secondo mandato. Disprezzo non già e solo nei confronti dell’elettorato leghista ma di un elettorato molto eterogeneo, prevalentemente di centrodestra ma non solo.

Non vale la giustificazione secondo cui “va a Roma per difendere Malpensa”. Le sorti di Malpensa si decidono ben prima dell’arrivo a Roma del nostro “Don Chisciotte padano”. Il “Parlamento romano” pullula di padani (Maroni, Castelli, Calderoli, Borghezio) ma anche di “padanini” della provincia di Varese. Forse che non sono piaciuti al Presidente dimissionario?

Forse che non si fida della pattuglia dei “padani” e “padanini” che andranno a Roma con le prossime elezioni politiche? E se così fosse, non si pecca di mania di onnipotenza?

Ritengo davvero grave ed irresponsabile la decisione delle dimissioni e la costrizione al voto anche in relazione ai progetti in cantiere, se pure molti dei quali da me non condivisi, e delle scadenze prossime venture. Una per tutte i mondiali di ciclismo di questa prossima estate, il fiore all’occhiello del “Presidente” Reguzzoni, o forse non più? Qualcosa non è girato per il verso giusto? Non arriviamo a tempo? Rischiamo una figuraccia agli occhi del mondo?

Mi auguro di no.

Tanto dispregio per “Roma ladrona” ma tutti ai nastri di partenza verso la “poltrona eterna”.

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Pubblicato il 13 Febbraio 2008
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