«Settant’anni dopo di nuovo le liste nere»
Rossano Belloni dell'associazione Italia-Israele fa una riflessione dopo la scoperta del blog con i nomi dei prof universitari ebrei
Il presidente dell’associazione Italia-Israele della zona di Varese e dell’Alto Milanese Rossano Belloni interviene con una lettera sulla notizia riportata in questi giorni dalla stampa nazionale che denuncia la scoperta di un blog su internet che riportava una lista dei professori universitari italiani ebrei accusando gli stessi di praticare pressioni politicamente e culturalmente indirizzate a imporre posizioni filo-israeliane. Belloni nota subito il particolare 1938-2008, come in una ricorrenza che si vuole tenere mostruosamente in vita:«Siamo nel 2008 ma qualcuno ci vuole riportare negli anni bui della persecuzione antisemita come nel ‘38. Purtroppo si è iniziato in questi ultimi anni col dover prendere atto degli appelli di alcuni docenti universitari che al posto di insegnare il dialogo fra le persone, invitavano le università a non avere rapporti e interscambi culturali e scientifici con quelle israeliane.Ora non possiamo sottacere quanto sta accadendo in questi ultimi giorni perché che ci sta veramente preoccupando. Si è partiti dall’invito al boicottaggio di una manifestazione culturale come la Fiera del libro di Torino solo perché ci sarà come ospite d’onore lo Stato di Israele e gli scrittori che vivono e operano in quella terra e si arriva a vedere apparire su internet un blog contenente la lista con i nomi di 162 docenti universitari additati come appartenenti ad una lobby ebraica ».
Per Belloni, dunque c’è tutta una serie di segnali che non possono essere ignorati e che culminano con la lista nera pubblicata sul blog ma che partono da lontano. «Su questo blog, tra slogan che incitano al boicottaggio di Israele ma anche al boicottaggio della comunità ebraica, i 162 docenti sono stati inseriti in una “lista nera”, come nella migliore tradizione in voga nel periodo delle leggi razziali del 1938, e vengono additati ed accusati di essere ebrei, di essere sionisti, di essere filoisraeliani, di vivere in Italia ma di obbedire ad una 'comunità sovra-nazionale', cioé Israele, e di corrompere perciò i giovani .Quanto sta succedendo ci deve portare a tenere alta l’attenzione verso queste manifestazioni di chiaro antisemitismo e di intolleranza che possono essere fautrici di comportamenti violenti verso chi ha il coraggio di battersi per far sentire anche la voce di Israele».
Per il presidente della sezione varesina dell’associazione «è opportuno far sapere all’opinione pubblica che ci sono amici di Israele che si battono e si batteranno per far sentire anche in Italia la voce di questo Stato e dei suoi cittadini, perché l’informazione corretta e la conoscenza dei fatti e delle opinioni è alla base della lotta all’antisemitismo, un morbo che da sempre ha appestato anche la nostra Europa arrivando a provocare la SHOAH. Un morbo, l’antisemitismo, che purtroppo non è mai morto ma che si nutre e si diffonde grazie all’ignoranza culturale e storica di chi, ritenendosi onnipotente, ritiene gli esseri umani solo dei numeri, magari da tatuare sulla pelle come nei campi di sterminio». In conclusione l’associazione esprime il suo invito alla società affinché si respingano con fermezza questi tentativi tesi a far prevalere l’intolleranza verso Israele ( dove convivono ebrei, cristiani, mussulmani, drusi e altri) e verso tutti gli ebrei in Italia e nel mondo, e invita a recarsi alla Fiera del libro di Torino che si terrà dall’8 al 12 Maggio proprio per stigmatizzare questi comportamenti e queste posizioni antistoriche e pericolose».
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