«Se il mio popolo sceglie la violenza mi dimetto»

Il Dalai Lama lancia un appello perchè cessino le violenze da ambo le parti. Anche il Papa si appella alle parti in conflitto

«Se il popolo del quale sono portavoce sceglie in maggioranza la violenza io non posso essere a capo di questo popolo e quindi darei le dimissioni dal mio ruolo di rappresentante». Il messaggio che il Dalai Lama lancia ai tibetani è chiaro: basta violenze. A quanto pare il capo spirituale del Buddismo sarebbe rimasto scioccato dalla foto di un Khampa (etnia tibetana dell’est) con una spada in mano. Nel frattempo Lhasa, la capitale del Tibet, cerca di tornare alla calma; un centinaio di monaci buddisti si sarebbero consegnati alle autorità cinesi che, nei loro confronti, avrebbero promesso clemenza. Per chi non ha deciso di consegnarsi si profila un ulteriore pugno di ferro che lascia presagire altri scontri e altre violenze.

Intanto il Papa Benedetto XVI ha espresso "tristezza e dolore di fronte alla sofferenza di tante persone" e ha auspicato la fine delle violenze da ambo le parti in Tibet per una risoluzione pacifica dei problemi all’insegna del dialogo e della tolleranza.

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Pubblicato il 19 Marzo 2008
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