Fontana e Cattaneo uniti su Malpensa divisi sull’Expo
L'assessore regionale alle Infrastrutture e il sindaco di Varese fanno campagna elettorale nel comune dove hanno mosso i primi passi nella politica
Le bandiere del Popolo della Libertà e della Lega Nord sono tenute unite da tre adesivi del Carroccio. Alle spalle di Attilio Fontana e Raffaele Cattaneo spicca la foto seriosa del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, unica traccia di qualcosa di sinistra nella Sala Crosti. In una biblioteca comunale, gremita di gente, l’assessore regionale alle Infrastrutture e il sindaco di Varese rivivono una sorta di ritorno al futuro. Cattaneo ha infatti abitato a Induno Olona per quindici anni e qui ha mosso i primi passi nella politica come consigliere comunale e assessore al bilancio; Fontana è stato sindaco del paese dal 1995 al 1999, con meno problemi (per sua stessa ammissione) di quanti è costretto ad affrontare alla guida del comune di Varese.
(foto, da sinistra: Antonio Beretta, Raffaele Cattaneo, Attilio Fontana eTullio Cappa)
I due sono alleati e indunesi doc, ma non rinunciano alle loro specificità e differenze. Complimenti reciproci e anche, con il savoir faire che solo i gentiluomini sanno avere, qualche stoccatina. D’accordo nel bersagliare l’esperienza del governo Prodi, concordi nel bocciare la politica nei confronti del nord Italia, in sintonia nel rifiutare la soluzione della questione Alitalia e Malpensa; i due sono in conflitto sul concetto di unità e identità nazionale. Se Cattaneo considera l’assegnazione dell’Expo a Milano una conquista della politica lombarda e anche un motivo di orgoglio nazionale al punto da citare Massimo D’Alema («Ci deve essere qualche partita in cui ci dobbiamo mettere tutti la stessa maglia della nazionale»); Fontana, invece, si augura che l’Expo possa dividere il Bel Paese: «Non sono d’accordo con Raffaele. Io spero che l’Expo spacchi l’Italia. Insomma, se l’hanno dato a noi è perché in Lombardia ci sono le condizioni. Chiedetevi perché non l’hanno assegnato a Caltanissetta?».
Per il resto i due politici hanno continuato a correre su binari politici paralleli, sfiorandosi, senza mai scontrarsi. Fontana ha affermato la necessità di dare corso a un vero federalismo fiscale e di conquistare un’autonomia regionale in grado di trattenere sul territorio le risorse generate; Cattaneo ha illustrato i numeri della Regione Lombardia, un modello da esportare nel resto della penisola perché virtuoso. «Se la sanità costasse nelle altre regioni italiani come il costo procapite che c’è in Lombardia potremmo risparmiare 50 miliardi di euro all’anno, cioè il costo di una Pedemontana».
Ma non è un caso che i due big siano venuti a Induno Olona a fare la loro campagna elettorale, perché proprio in questo comune la coalizione di centrodestra alle ultime amministrative si era spaccata, con Forza Italia e Lega Nord che andarono alle urne separati. Un intervento del pubblico ha ricordato l’amaro calice bevuto nel 2004 dal candidato forzista, presente tra i relatori, ma il rappresentante del Carroccio ha fatto una mezza promessa per le prossime elezioni comunali.
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