Il re di Canzonissima ospite alla Coop di via Daverio
Sabato 19 aprile Enrico Vaime, uno degli autori più celebri della televisione, presenterà il libro autobiografico “Quando la rucola non c’era” (Aliberti editore)
Enrico Vaime, uno degli autori più celebri della televisione italiana, sabato 19 aprile alle ore 17 , alla Coop (Spazio Scopricoop, primo piano) di via Daverio a Varese presenterà il libro autobiografico “Quando la rucola non c’era” (Aliberti editore, collana I lunatici). Il suo nome di solito è sempre associato a quello di un altro famoso autore, Italo Terzoli. I due hanno rappresentato per oltre 50 anni la coppia creativa più importante della tv italiana, insieme a Garinei e Giovannini, altri due mostri sacri del musical all’italiana, della tv e del teatro.
Vaime, 72 anni, per la televisione ha firmato circa 200 programmi, fra cui ricordiamo: “Quelli della domenica” (con Paolo Villaggio, Cochi e Renato, 1968), “Canzonissima ’68 e ’69” (con Mina, Chiari e Panelli; con Vianello, Dorelli, le Kessler), “Fantastico ’88” (con Montesano), “Tante scuse”, “Di nuovo tante scuse” e “Noi no” (con Vianello e Mondaini, ’74,’75,’76), “Risatissima” (con Banfi, Carlucci, Pozzetto, 1984).
Fra le commedie musicali scritte da Vaime ci sono quelle per Gino Bramieri: “Felicibumta” (con Terzoli, prod. Garinei e Giovannini), “Anche i bancari hanno un’anima”, “La vita comincia ogni mattina”, “Pardon Monsieur Molière”, “Una zingara m’ha detto”, “Gli attori lo fanno sempre”. Per Enrico Montesano (con Terzoli), ricordiamo “Bravo”, “Beati voi”, “Malgrado tutto beati voi”.
Ha pubblicato 16 libri, fra cui “Amare significa”, “Tutti possono arricchire tranne i poveri”, “Le braghe del padrone”, “Perdere la testa”, “Non contate su di me”.
Ha vinto numerosi premi: Nettuno d’Oro al Premio Riccione 1963, Bordighera 1969, 1972, 1973, Chianciano 1980, "Il giornalista del mese 1995" a Forte dei Marmi, Satira 1993 e 2002, Premio Flaiano 1997.
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L’incipit del libro
«Quand’ero ragazzo io la rucola non c’era. O magari c’era, ma non dappertutto come adesso. Oggi non c’è pietanza che non venga guarnita, anzi, "adagiata" su un letto di rucola". Quando le mutande delle ragazze erano braghe, quando si faceva merenda e ci s’annoiava di una noia che non c’è più, quella dell’isolamento e della pioggia, quando si giocava in strada, e la naia era una cosa seria…».
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