L’ombra del “bisonte” si staglia su Ponte Tresa

Anche la dogana sul fiume Tresa potrebbe essere aperta al traffico di mezzi superiori a 44 tonnellate. Si riapre la questione del nuovo valico del Madonnone

Ponte Tresa come Brogeda o come il Gaggiolo. Camion da 44 tonnellate che svoltano nelle piccole strade del paese al confine con la Svizzera sembra un’ipotesi che non ha molto contatto con la realtà. Eppure a ipotizzare questa possibilità sono gli ormai celebri Patti Bilaterali che stanno rivoluzionando anno per anno i rapporti di vicinato tra la confederazione Elvetica e i Paesi confinanti. Dopo la questione dei lavoratori frontalieri pare che il prossimo nodo che dovranno sciogliere questi protocolli firmati da Ue e governo di Berna sarà quello del trasporto pesante. E così salta fuori la possibilità che anche Ponte Tresa possa diventare una dogana aperta al passaggio dei mezzi superiori alle 34 tonnellate.

«E’ qualcosa che non ha nessun contatto con la realtà – spiega Daniele Ryser, presidente della Regione Malcantone – già da qualche mese in Ticino stiamo attivando tutti i canali col governo cantonale per non farci trovare impreparati quando sarà il momento. Ora anche in Italia se ne comincia a discutere anche se con ritardo». Ryser è preoccupato per il sistema del trasporto regionale e locale già al collasso senza i bisonti della strada «figuriamoci se adesso dobbiamo aggiungere i tir da 44 tonnellate». Il pericolo è che una volta aperto il traffico pesante su Ponte Tresa una parte dei grandi camion che vuole evitare le code di Brogeda o Gaggiolo scelga di riversarsi sul paese rivierasco andando a congestionare sia la viabilità frontaliera che quella locale. «Il rischio reale è questo e allora possiamo dire addio anche allo sviluppo turistico».

Il problema dell’apertura del valico al traffico pesante potrebbe riaprire anche una vecchia ipotesi che sembrava ormai essere tramontata e cioè quella del valico del Madonnone, una nuova dogana che andrebbe costruita fuori dai centri abitati delle due Ponte Tresa, verso Cremenaga. «Se questa decisione dovesse essere applicata – continua Ryser che conosce molto bene l’ipotesi Madonnone – allora l’attuale valico non andrebbe bene visto che i tecnici mi hanno assicurato che il ponte della dogana attualmente può sopportare un peso non superiore alle 34 tonnellate».

Ipotesi avveniristiche a parte resta la realtà di comunità locali in forte allarme per questa decisione. Il sindaco di Lavena Ponte Tresa Roncoroni e le due comunità montane della Valceresio e della Valganna Valmarchirolo hanno già espresso la loro contrarietà. Ryser fa di più e annuncia azioni concrete per maggio:«Noi abbiamo sempre informato le comunità italiane che confinano con noi – conclude il presidente del Malcantone – e subito dopo le elezioni di maggio per il rinnovo dei poteri locali passeremo all’azione sia con il nostro governo cantonale che con i sindaci e gli amministratori italiani che ci staranno. Il nostro sarà un fronte del no».

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Pubblicato il 02 Aprile 2008
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