Marantelli: “In sanità, nessuno deve essere abbandonato”

Fuori dall'ospedale di Circolo, il candidato del PD spiega la politica del centrosinistra in campo assistenziale ricordando gli importanti traguardi raggiunti

Più assistenza, più strutture, più qualità. Il Partito Democratico parla di sanità per convincere gli italiani.

Fuori dall’ospedale di Circolo a Varese, Daniele Marantelli, accompagnato da Stefano Tosi, si è fermato a spiegare cosa ha fatto il Governo Prodi per sostenere la sanità in Lombardia: «Dal 2005 al 2008 si è passati da 13 miliardi e 600 milioni di euro ai 15 miliardi e 692 milioni del 2008 – spiega, dati alla mano, Marantelli parlando del Fondo sanitario nazionale per la Lombardia – Sono oltre 430 milioni di euro in più all’anno».

Non solo finanziamenti, però, per il PD la sanità ha bisogno di un nuovo respiro, una politica che metta i cittadini in condizioni di essere assistiti e curati in modo dignitoso: « Non sono d’accordo con quanti dicono che i problemi del Pronto soccorso non sono legati alla quantità di posti letto in ospedale. Se non ci sono disponibilità in corsia, è chiaro che si stazioni in PS…».

Il candidato del centrosinistra parla a ruota libera di politica sanitaria («ospedali di comunità diffusi sul territorio ma deputati ad curare le patologie più diffuse, e pochi centri di eccellenza con le alte specialità»), di edilizia ( «Sul territorio sono arrivati finanziamenti per il padiglione centrale del Macchi con 16 milioni di euro, il Del Ponte, il presidio di viale Monterosa, Cuasso al Monte, Luino, Tradate, Saronno e Gallarate») di organizzazione («La politica si limiti a scegliere le figure di direzione ma lasci al merito l’assegnazione dei ruoli medici») ma anche di competenze degli enti territoriali ( «Nel piano sanitario regionale è prevista una competenza locale per coordinare le attività sanitarie, anche se tale autorità non è mai  stata coinvolta»).

E per il programma politico futuro, Marantelli ha in serbo ulteriori e nuove iniziative: «Penso ad un fondo odontoiatrico promosso dal pubblico e contribuito volontariamente dai cittadini, piuttosto che la telemedicina, per sfruttare la tecnologia portando le cure a domicilio. Noi del PD, comunque, crediamo che ci voglia maggior attenzione a quanti soffrono, bambini e anziani in particolare. Questa società, ricca e apparentemente appagata, spesso finge serenità, nascondendo sotto il tappeto le magagne. Nelle famiglie si moltiplicano i casi di Alzheimer e di Parkinson: oltre al dramma sentimentale, si sommano problemi di ordine economico che mettono in ginocchio. Questa è una situazione inammissibile». 

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Pubblicato il 09 Aprile 2008
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