Orecchie a sventola addio, sin dai cinque anni
Negli Stati Uniti è il secondo intervento tra i bambini. La società di chirurgia plastica ricostruttiva consiglia l'operazione sin dalla tenera età
Orecchie a sventola? Non grazie. L’inestetismo così diffuso e appariscente si può correggere sin dalla tenera età. È quanto afferma Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano, socio della Società italiana chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (Sicure): «Già a cinque o sei anni le orecchie raggiungono le dimensioni definitive ed è possibile eseguire l’intervento di otoplastica. Le orecchie prominenti sono un inestetismo che, pur non provocando alcun disturbo funzionale, può diventare un vero e proprio complesso, causando disagi psicologi ai bambini, di solito per le prese in giro dei coetanei. Per questo molti genitori preferiscono non rimandare: l’operazione non ha controindicazioni e, in tutti i casi che ho affrontato, restituisce sorriso e serenità, anche ai piccoli pazienti».
Negli Stati Uniti, secondo i dati forniti dall’American Society of plastic surgeons (Asap), nel 2006 sono stati eseguiti quasi 20.500 interventi, di cui il 51,7% da minorenni. La correzione delle orecchie a sventola è al secondo posto tra gli interventi chirurgici più praticati dai minorenni dopo la rinoplastica. «Le orecchie a sventola interessano in ugual modo uomini e donne – aggiunge Gilardino -. Le percentuali di operazioni sono abbastanza in equilibrio, anche se forse sono più gli uomini che si fanno operare in quanto per tradizione portano i capelli più corti, per cui le orecchie risultano più visibili».
In cosa consiste l’intervento? Tecnicamente, consiste nella modificazione della curvatura delle cartilagini che danno la forma alle orecchie: si esegue un’incisione dietro l’orecchio, nel solco retroauricolare. In questo modo, a guarigione avvenuta, le cicatrici non sono più visibili. Tramite l’incisione si accede alla cartilagine, che viene ripiegata all’indietro, in modo da ricreare la struttura chiamata "antelice" che di solito manca o è molto ridotta nelle orecchie a sventola. Si fissano quindi la nuova posizione con dei punti di sutura e, solo nel caso in cui sia troppo sviluppata, si asporta anche una piccola porzione di cartilagine della conca. Al termine dell’intervento si sutura la cute e si applica una medicazione contenitiva "a turbante" che deve essere indossata per quattro giorni. L’intervento ha una durata complessiva di circa 45 minuti e generalmente si effettua in anestesia locale.
È uno dei pochi interventi di chirurgia estetica che, in alcuni casi, può risultare abbastanza doloroso: il dolore non dura comunque più di uno o al massimo due giorni ed è controllabile con gli antidolorifici. Una volta tolte le bende, al quarto giorno, il paziente può riprendere le attività consuete e le orecchie, un po’ gonfie, ma in genere presentabili, possono restare scoperte. Nel mese successivo all’intervento si consiglia di indossare durante la notte, una fascetta elastica che tenga le orecchie nella posizione corretta. Il risultato ottenuto è definitivo e non sono necessari ritocchi negli anni successivi.
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