“Riappropriamoci della Resistenza”
Nel testo un volntino diffuso da "identità Antifasciste" in occasione della celebrazione della Liberazione
Riceviamo e pubblichiamo
Come ogni anno per il 25 Aprile in tutte le piazze d’Italia si celebra l’anniversario della
Liberazione del paese dall’occupazione nazista e dei repubblichini di Salò.
A parte qualche sparuto gruppo di nostalgici del ventennio, tutti indistintamente dimostrano la loro lealtà alla Repubblica e alla democrazia, condannando la barbarie fascista e la sua dittatura totalitaria. Ma oggi i valori della resistenza e dell’antifascismo sembrano essere piuttosto inflazionati: sulla bocca di tutti, appaiono però sottovalutati o addirittura misconosciuti da un’ampia fetta di rappresentanti delle forze politiche, nonché della società civile.
Oggi come allora, anche se in maniera apparentemente meno oppressiva ed esplicita, ma non per questo meno efficace, la libertà individuale e collettiva continua ad essere minacciata una serie di azioni sempre più concrete di controllo, repressione ed emarginazione sociale, che diverse forze politiche ed istituzionali continuano a sostenere e a promuovere, mancando purtroppo una sostanziale e decisa critica pubblica.
Ecco così che nella democratica e libera Italia avviene che:
– sull’onda della psicosi, costruita ad hoc da media e partiti, si diffondono politiche securitarie, che altro non sono che un mezzo per aumentare sempre più assiduamente il controllo sui “liberi” cittadini;
– si diffonde un ignorante ed egoista razzismo nazionalista, mascherato da identitarismo e giustizia, che dice di favorire gli abitanti della propria patria, regione o paese, incarcerando, perseguitando, torturando, e costringendo di fatto all’emarginazione e alla povertà, migliaia di migranti, spesso in fuga della fame e della guerra, con l’unica “colpa” di non essere nati in questo libero paese;
– si assiste al costante tentativo di soffocamento, tramite polizia, sgomberi, montature giudiziarie, e altri infami mezzi “democratici” (spesso con l’ausilio di leggi istituite proprio dal -a parole- tanto odiato regime), di tutte quelle realtà, individuali e collettive, che non vogliono e non accettano di conformarsi e rassegnarsi a questo stato di cose;
– anno dopo anno un pezzo di memoria storica viene eroso, apparentemente in nome della verità, in realtà con intenti revisionisti, o in nome del patriottismo e dell’amor di patria – tanto caro ai fascisti di ogni epoca.
Noi troviamo inaccettabile che delle realtà politiche, che a livello nazionale sono state coalizzate fino a pochi giorni fa con partiti nostalgici del ventennio, e che localmente, oltre a portare avanti politiche di militarizzazione del territorio e di puro razzismo mistificato da legalitarismo, arrestando e rastrellando decine di migranti, trattando i problemi della società o alla stregua di problemi di ordine pubblico o di natura squisitamente economica, svendendo territorio e socialità al miglior offerente, possano partecipare e discorrere in un giorno come questo, parlando di valori che per tutti questi motivi evidentemente non appartengono loro! Non ci interessano minimamente i loro fasulli fittizi e teatrali discorsi riguardo i valori dell’antifascismo, che quotidianamente e costantemente invece essi dimostrano di rifiutare, combattere e reprimere.
Chi, al tempo, si è mosso contro la dittatura, tramite scioperi, rivolte, attentati al duce e finanche la lotta armata, lo ha fatto perché sapeva necessario l’utilizzo dell’azione diretta per combattere chi si permetteva di reprimere ideali, azioni e vite non sottomesse o semplicemente “non conformi”.
Ancora oggi però le libertà conquistate con le lotte partigiane sono messe in pericolo dall’avanzata di ideologie e pratiche che nulla hanno a che spartire con i valori dell’antifascismo.
La resistenza è di chi la ricorda e la mantiene attiva, giorno per giorno.
La resistenza è di chi combatte e non si arrende al razzismo, alla xenofobia, alla deriva securitaria e di disgregazione sociale che oggi più che mai infestano il nostro paese.
a cura di Individualità Antifasciste
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