“Giù le Mani dai Bambini” in Commissione Sanità il Comitato
Chieste alla Regione norme più restrittive rispetto a quelle nazionali
“Sbaglia chi crede che la somministrazione di psicofarmaci a bambini e adolescenti per affrontare situazioni legate a particolari loro comportamenti sia un problema tutto americano. In Italia sono già oltre 50.000 i minori che quotidianamente assumono questo tipo di farmaci e, secondo stime ufficiali (il progetto Prisma, finanziato nel 2004 dal Ministero della Salute), in futuro almeno 800.000 bambini rientrerebbero potenzialmente nei parametri per essere sottoposti a questo genere di terapie. La Lombardia non si trova in una situazione di emergenza e con le dovute informazioni e prevenzioni speriamo che ciò non accada nemmeno in futuro”.
E’ con questa premessa che il portavoce nazionale della campagna “Giù le Mani dai Bambini”, Luca Poma, ha illustrato i contenuti dell’attività dell’omonimo Comitato nel corso di una audizione in Commissione Sanità, presieduta da Pietro Macconi (AN).
A livello nazionale esistono già linee guida che però, secondo “Giù le Mani dai Bambini”, mostrano “maglie molto larghe”. Piemonte e Trentino Alto Adige hanno già approvato leggi al riguardo mentre in altre sette regioni italiane sono già pronti progetti di legge specifici.
Ciò che l’Onlus piemontese chiede anche a Regione Lombardia è di intervenire in via preventiva in questo campo con circolari o leggi mirate che consentano un utilizzo più restrittivo degli psicofarmaci su bambini e adolescenti.
Una richiesta che il presidente Macconi ha accolto con interesse assicurando i rappresentanti del Comitato “Giù le Mani dai Bambini” che la Commissione approfondirà il tema anche con l’ausilio di tecnici dell’assessorato alla Sanità per dare una risposta concreta ed in tempi rapidi su un tema “estremamente delicato”.
In una successiva audizione la Commissione Sanità ha ricevuto anche i rappresentanti di fisioterapisti e massofisioterapisti che hanno esposto i motivi delle loro iniziative e delle loro preoccupazioni sulla sovrapposizione di ruoli, competenze e qualifiche con gli “operatori di tecniche di massaggio orientale”.
Categoria professionale riconosciuta da Regione Lombardia che nel luglio 2007 ha emanato un decreto della Direzione Generale Istruzione, formazione e lavoro che delinea i percorsi formativi per ottenere la qualifica di operatori di tecniche shiatsu, tuina, riflessologia, ayurvedica.
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