Malpensa: easyjet e Lufthansa investono, Ryanair dice no

A due mesi dall’addio (parziale) di Alitalia allo scalo della brughiera continuano incessanti gli interessamenti, i nuovi arrivi e gli ampliamenti di traffico

Grande fermento a Malpensa. A due mesi dall’addio (parziale) di Alitalia allo scalo della brughiera continuano incessanti gli interessamenti, i nuovi arrivi e gli ampliamenti di traffico di numerose compagnie mondiali. C’è anche chi rinuncia a sbarcare nello scalo varesino. Ma andiamo con ordine. 

Dopo American Airlines, AirOne e tutte le altre, domani (8 maggio) Qatar Airways annuncerà l’ampliamento delle frequenze tra Malpensa e Doha. Non solo Qatar, però: Lufthansa, data per mesi come alternativa ad AirFrance per l’acquisizione della quota di maggioranza di Alitalia e tuttora accreditata come la compagnia che potrà salvare Malpensa, ha deciso di basare proprio in Lombardia altri sei aerei con i quali lanciare dallo scalo lombardo una decina di nuove rotte dal prossimo anno. Tratte a breve e medio raggio, per 150 collegamenti settimanali che rispondono alla richiesta del mercato, come ha spiegato il vicepresidente tedesco Karsten Benz a Il Sole-24 Ore: Malpensa è infatti il terzo mercato di Lufhtansa dopo la Germania e gli Usa ed il trend è in costante crescita. Un’altra tedesca, AirBerlin, la seconda più grande compagnia aerea della Germania, sposta i suoi voli da Orio al Serio a Malpensa dal 16 giugno: offrirà 25 voli settimanali dal terminal 1 dell’aeroporto principale dell’Italia del Nord per Berlino Tegel e Düsseldorf.

Ci sono poi le low cost, questa volta con due decisioni opposte. Se infatti da una parte easyjet conferma la volontà di continuare ad investire nel terminal 2 dell’aeroporto varesino (dove ormai la griffe e l’arancione della compagnia inglese la fanno da padrone), la rivale Ryanair chiude per il momento la porta ad un approdo a Malpensa. Gli inglesi puntano su un progetto di sviluppo a Malpensa avviato da settembre 2007 con un piano di investimenti da 600 milioni di euro, con il chiaro obiettivo di coprire ove possibile i “buchi” lasciati liberi da Alitalia: nel 2007 easyjet è stata la seconda compagnia dopo Alitalia per numero di passeggeri a Malpensa, con 2,4 milioni. Buone notizie anche per chi cerca lavoro nel settore aeroportuale, dato che easyjet cerca in tutto 800 persone da impiegare a Malpensa per permettere ai 15 aerei che gli inglesi conteranno a gennaio 2009 (ora sono 9, il decimo aereo è previsto per giugno) di funzionare a regime. Di tutt’altra natura la presa di posizione di Ryanair, che per bocca di Alessia Viviani, direttore marketing e vendite per il Sud Europa, ha detto che Malpensa per ora è un capitolo chiuso per gli irlandesi: «Volevamo mettere 12 aerei a Malpensa – ha spiegato la Viviani in una conferenza stampa a Milano sui dieci anni di presenza in Italia della compagnia low cost – ma non è stato trovato un accordo con la Sea, società di gestione degli aeroporti milanesi. Il discorso non è chiuso per sempre, ma per ora non c’è nulla». Infine, commentando il ricorso avanzato all’Unione Europa contro il prestito ponte ad Alitalia da 300 milioni di euro varato dal governo italiano (i soldi sono arrivati, ma la Ue non si è ancora pronunciata in attesa delle spiegazioni del nuovo esecutivo, ndr), Alessia Viviani ha detto alle agenzie che «alcune spese della compagnia italiana sono inspiegabili, come i costi del personale che operavano da Malpensa ma avevano base a Fiumicino. Noi, come altri, ad esempio British Airways, abbiamo presentato ricorso contro il prestito e aspettiamo. Forse aspettano perchè sta cambiando il commissario addetto alla materia. Certo è che Alitalia deve tagliare i costi, altrimenti c’e’ bisogno di un prestito oggi e ce ne sarà bisogno sempre di altri nel futuro».

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Pubblicato il 07 Maggio 2008
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