Malpensa, si riparte guardando all’Expo
Occupazione e nuove opportunità per il territorio Gallaratese i temi al centro di un convegno organizzato dalle Acli
"Non solo Malpensa" ma comunque soprattutto Malpensa. Si è parlato del mercato del lavoro e dell’andamento dell’occupazione nei comuni del Gallaratese nel convegno organizzato questa mattina dal circolo Acli del comune di Somma Lombardo. Alla base delle riflessioni due report – uno di analisi dei principali settori economici di quell’area, l’altro focalizzato su Malpensa – realizzati dall’Assessorato al lavoro della Provincia di Varese in collaborazione con il centro per l’impiego di Gallarate. Le indagini sono state presentate da Francesco Maresca, responsabile del Centro per l’impiego di Gallarate, Elena Provenzano e Lucio Gallotti .
«È importante riflettere sulle trasformazioni che stanno avvenendo in questo territorio – ha introdotto il sindaco Guido Colombo -. Questa parte di provincia ha diversi problemi legati all’aeroporto che ha visto calare negli ultimi mesi il numero dei passeggeri e le prenotazioni degli alberghi. Occorre dunque pensare quali opportunità ricercare per il nostro futuro».
Insistere sul dialogo – «Il dialogo tra i soggetti che rappresentano il tessuto economico e quello sociale è fondamentale – ha precisato Sergio Moriggi, nuovo presidente delle Acli provinciali -. Abbiamo voluto far incontrare oggi dei soggetti diversi per offrire un quadro aggiornato della situazione occupazionale di questo territorio ma anche per mettere a confronto opinioni che sono espressioni di parti sociali differenti. Malpensa riguarda una una parte importante dei cittadini che risiedono nel Gallaratese ma non è il solo punto di forza di questo territorio. Essa infatti si è inserita in un’area a vocazione industriale con un settore manifatturiero che ha vissuto dei momenti difficili ma che resta comunque molto radicato e ricco di possibilità».
Un biennio difficile – «Ci aspettano due anni complessi dal punto di vista occupazionale – ha spiegato il presidente di Api (Associazione delle piccole e medie industrie) della provincia di Varese, Franco Colombo – il settore tessile tiene ma a fatica, il settore metalmeccanico è importante ma con una domanda di nuovo lavoro limitata. Si dovrà ragionare inoltre, con attenzione, sulla questione Malpensa per capire come agire nei confronti dei lavoratori che dovranno cercare una nuova occupazione. Ci fa ben sperare d’altro canto la grande opportunità costituita dall’Expo, in vista di questo grande evento i diversi attori del territorio varesino dovranno realmente lavorare insieme».
Nuova era per l’industria – «La provincia di Varese ha una porta sul mondo che è Malpensa – ha commentato Cristina Marcora, responsabile Univa per la sede di Gallarate -. Le forze politiche dovranno perciò fare tutto il possibile per difendere questa ricchezza che possediamo. Il nostro territorio sta cambiando, così come le industrie che su di esso sono nate: la concorrenza, le nuove dinamiche mondiali ci impongono di diventare più veloci nei cambiamenti e più flessibili, anche dal punto di vista del mercato del lavoro».
Un lavoratore su cinque è immigrato – «Le nostre imprese continueranno a richiedere nuova forza lavoro – ha dichiarato Giulio Di Martino, responsabile per le relazioni industriali dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese -. I lavoratori stranieri rappresentano una risorsa indispensabile: nella nostra provincia un lavoratore su cinque è extracomunitario. Questo va a colmare in parte la richiesta continua delle nostre aziende di operai non qualificati».
Dal terziario ai terzisti – «In questo lavoro convivono realtà molto diverse ma importantissime – ha commentato Umberto Colombo della segreteria Cgil -. Occorre perciò pensare a un rilancio dell’economia in generale ma con una programmazione integrata del territorio, senza di essa non è possibile uno sviluppo. Molte aziende locali con l’intensificarsi della concorrenza sul mercato globale hanno scelto una politica di continua riduzione dei costi, spesso a discapito dei diritti dei lavoratori. Questo però le ha fatte uscire dal mercato poichè competere oggi sui costi è impossibile: il mercato ha premiato chi ha investito in qualità e innovazione».
Risorse verso il Nord – «Per Malpensa inizierà un nuovo periodo – ha spiegato Giovanni Pedrinelli della Cisl di Varese -. Dopo Alitalia, che la bloccava, si potrà aprire al mercato. Penso che si dovrà rivedere il Piano d’area su Malpensa, scaduto nel 2007, in quest’ottica e pensando anche ai nuovi eventi che indirizzeranno risorse sul nostro territorio come l’Expo, i Mondiali di Ciclismo e la realizzazione della Pedemontana».
Coinvolgere altre realtà – «Rappresentiamo circa quattromila addetti in provincia – ha aggiunto Nicola Abalsamo, direttore di Confcooperative, Unione Provinciale Varese-. È vero il mondo delle cooperative riguarda tantissime piccole realtà ma è vero anche che i nostri settori in crescita negli ultimi anni sono stati due: quello della solidarietà sociale e quello del lavoro, due risorse importanti che meritano di essere coinvolte e valorizzate».
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