Nuovo governo, i commenti dei parlamentari varesini
Paolo Rossi e Daniele Marantelli del Pd, Fabio Rizzi e Marco Reguzzoni della Lega Nord: critiche, apprezzamenti, dubbi e certezze di senatori ed onorevoli a Roma
Fatto il governo, ecco i commneti dei parlamentari varesini a Roma. Particolare apprezzamento per Roberto Maroni agli Interni, mentre i leghisti plaudono al ritorno di Umberto Bossi al ministero delle Riforme. Dall’opposizione l’assicurazione di un controllo vigile e severo.
«Mi sarei aspettato qualche donna in più». Il primo giudizio del
senatore del PD Paolo Rossi non è positivo: « In un’Europa che vede Sarkozy e Zapatero affidare dicasteri importanti alle donne, assistere ai criteri di scelta nostrana lascia un po’ sopresi. Sono solo quattro, in ministeri di secondo piano, con curriculum sicuramente particolari. Magari sarò smentito dai fatti, ma è possibile che il centro destra non potesse esprimere qualcosa di più di ballerine e donne dello spettacolo?». Unica nota positiva, per il senatore varesino, è la nomina di Roberto Maroni: «Nonostante le posizioni politiche contrapposte, sono felice per l’investitura al Ministero dell’Interno. Maroni è una persona preparata e qualificata ed è una decisione importante per la nostra comunità. Credo, invece, che altre scelte siano ridicole: Calderoli alla semplificazione? Un’invenzione pura. Bossi alle Riforme? Un riconoscimento puramente estetico. Le riforme devono essere fatte dall’intero esecutivo».
Ottimo anche il giudizio del neo senatore leghista Fabio Rizzi sulla squadra di governo scelta da Silvio Berlusconi: «Mi sembra un ottimo mix tra big e novità, tutte persone molto capaci e
competenti». Soddisfazione soprattutto per le scelte della Lega Nord: «Sono contento per il ritorno di Roberto Maroni agli Interni: sicuramente saprà affrontare un tema fondamentale come quello della sicurezza. Le Riforme sono nelle ottime mani di Umberto Bossi, ma necessiteranno di passaggi istituzionali più lunghi, mentre per quanto riguarda la sicurezza Maroni sono certo saprà intervenire in tempi brevi – spiega Rizzi -. Non mi dispiace nemmeno la “sorpresa” della delega a Calderoli, non un riforme-bis come ventilato nelle scorse settimane, ma un dicastero chiave per ridurre sprechi e lungaggini burocratiche. Infine Zaia, un outsider che in Veneto si è fatto apprezzare e che in materia di agricoltura saprà sostenere le nostre battaglie». Per quanto riguarda la squadra di governo nel suo complesso, Rizzi ha le idee chiare: «Bene avere quattro donne, tutte giovani e da quanto ne so anche capaci – conclude -. Mi convince soprattutto
«Nessuna sorpresa, non mi sembra ci siano novità rispetto a quanto annunciato». Così commenta Daniele Marantelli, deputato
eletto nelle fila del Partito Democratico nel collegio Lombardia 2: «È stata fatta una scelta classica – prosegue Marantelli -, con gli uomini più in vista dei partiti di maggioranza ai posti di comando: una spartizione del potere che non mi scandalizza. Il tempo delle chiacchiere è scaduto, su federalismo, sicurezza, infrastrutture, Alitalia e costo della vita aspettiamo proposte concrete». Marantelli promette un’opposizione vigile, ma non pregiudiziale: «Non devono esserci confusioni di ruoli – chiosa -: se nella maggioranza prevarrà una sciocca prepotenza eserciteremo un controllo deciso; se invece prevarrà la disponibilità ad ascoltare le buone ragioni del Partito Democratico siamo interessati a dialogare nell’interesse delle comunità». Infine, Marantelli commenta i varesini al governo: «Sono sicuro che Maroni farà bene agli Interni, la sicurezza non è un tema di destra né di sinistra – conclude l’onorevole del Pd -. Bossi alle Riforme non ha alternative: o le fa oppure i margini per spiegare ai suoi elettori un ennesimo fallimento non ci sono».
Soddisfatto Marco Reguzzoni, neo deputato della Lega Nord: «Abbiamo un ottimo governo, con gente concreta e capace ai posti giusti – spiega l’ex presidente della Provincia di Varese -. Qualcuno lo conosco personalmente e posso mettere
le mani sul fuoco sulla competenza dei singoli, da Bossi a Maroni e Calderoli fino a Zaia, con il quale mi sono confrontato prima di candidarmi e che sento vicino a me per il percorso personale seguito». I temi leghisti sono quelli di sempre: «Innanzitutto il federalismo e le riforme, poi la sicurezza – spiega Reguzzoni -. È importante anche il ministero della Semplificazione, altro tema per il quale ci battiamo da sempre». Per quanto riguarda un altro cavallo di battaglia del Carroccio e di Reguzzoni in particolare, vale a dire Malpensa, il neo onorevole annuncia: «Abbiamo già pronto un provvedimento per lo scalo varesino che illustreremo non appena votata la fiducia al governo».
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