Expo 2015: “Funzionerà solo se avremo le idee chiare”
Così la senatrice Marilena Adamo alla Festa del PD alla Schiranna
Terzo venerdì sera dedicato agli incontri politici alla festa del PD alla Schiranna. Sul palco per parlare di Expo 2015 e dei suoi riflessi sul territorio dell’Alta Lombardia la senatrice Marilena Adamo (in sostituzione della collega Alessia Mosca, bloccata da un’indisposizione) e Alessandro Alfieri, responsabile regionale degli enti locali per il PD. L’Expo, la grande Esposizione Universale che animerà Milano tra sette anni, come evento onnicomprensivo e grande occasione per dare una svolta all’immagine e alle infrastrutture del territorio. O come grande torta intorno alla quale già si accalcano robusti appetiti. Che volto avrà?
Alfieri fornisce i numeri del fenomeno: sei mesi di durata, da maggio a ottobre 2015, il meglio di 140 Paesi sui temi-chiave dell’alimentazione e della sostenibilità energetica, una stima (ottimistica?) di 29 milioni di visitatori, di cui 8 dall’estero, 13 miliardi di euro di investimenti complessivi, di cui 3,2 direttamente per l’evento fra investimenti infrastrutturali diretti, organizzazione e strutture, 7000 eventi nella lunga marcia d’avvicinamento all’Expo. Insomma, un affare gigantesco: tutto sta a vedere per chi, e a che prezzo per gli altri. Fra le poste in gioco più significative, ricorda Alfieri, le infrastrutture: da quelle specifiche per l’Expo, nell’area espositiva, che sorgeranno anche con la consulenza degli ambientalisti, nel rispetto di elevati standard di ecocompatibilità, fino a superstrade, raddoppi, triplicazioni (Rho-Gallarate). nuove tratte (Malpensa Terminal 2) e snodi (Busto Arsizio) ferroviari. Oltre all’ampliamento della Fiera attuale, le nuove linee di metropolitana milanesi, le connessioni autostradali, lo stesso sistema pedemontano e delle tangenziali insubriche rientra nel lotto delle opere considerate a vario titolo propedeutiche e strategiche. Tutto su un territorio sovrappopolato, consumato eppure disperatamente bisognoso di nuova mobilità veloce. E serviranno strutture ricettive, molte create ad hoc e da "riciclare" in seguito per altri usi – niente cattedrali nel deserto.
«La candidatura di Milano ha vinto con il decisivo contributo del centrosinistra e del governo Prodi» rivendicano Alfieri e Adamo, «ma ora l’unanimità nel perseguire il risultato si è spezzata sulla gestione concreta delle opere». E saltano fuori le prime magagne: si contesta un «centralismo» gerarchico dominato dal sindaco di Milano Letizia Moratti, individuata come commissario per l’Expo 2015 con estesissimi poteri. "Tutto il potere a Milano città", e, chiede Alfieri, «il PD che fa? Raccoglie le briciole o gioca appieno il suo ruolo in Regione come in Provincia, dove oggi governa?» Il decreto legge per disegnare la struttura organizzativa dell’Expo, con la citata preminenza "imperiale" di Milano, «è già stato "stoppato" da Tremonti, che ha fatto qualche conto» annuncia Marilena Adamo. La senatrice ricorda che quella di Milano è stata la candidatura italiana, portata avanti da uno schieramento bipartisan. «È stato D’Alema a portare a casa l’Expo» sostiene Adamo. «Milano ha vinto anche grazie a un’Italia che rappresentava un certo Occidente».
«L’Expo è un’occasione e vi siamo favorevoli, ma le ombre vanno colte per tempo» sintetizza Adamo. «Servono idee chiare, una simile manifestazione in genere ha successo quando le istituzioni sanno già prima quello che vogliono portare avanti. E se si sa prevedere anche il dopo, si evitano "rimbalzi" locali di tipo recessivo a evento chiuso».
In un pubblico ridotto ma qualificato (che includeva il deputato varesino Daniele Marantelli) il dibattito si è aperto mostrando preoccupazione per l’impatto delle infrastrutture sul territorio – citato il caso di Uboldo con i suoi contestati megasvincoli e il nuovo piano cave. Alla politica spetta smentire il sospetto che l’Expo si risolva nell’ennesima colata di cemento, e renderlo invece, come richiamava il consigliere provinciale Roberto Caielli, occasione di far rimare mobilità con sostenibilità.
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