«Quando esplode la corsa, questo circuito è tremendo»

I corridori promuovono le strade del Mondiale. Selettivo, duro, senza respiro: lo spettacolo è assicurato. Trecento i volontari al lavoro, tutto è filato liscio

Il giudizio più secco e significativo sul percorso che tra poco più di un mese ospiterà il Mondiale, arriva da chi quella strada la conosce benissimo, il nostro Dario Andriotto. «Basta fare un giro ad alta velocità che il gruppo esplode e la gara si incendia».
Un modo per dire come lo spettacolo non mancherà di certo quando in palio ci saranno le maglie bianche con i colori dell’arcobaleno. «Non hai mai tempo di metterti tranquillo – conclude Andriotto – non ti puoi distrarre».

Un altro dei grandi di casa nostra, oggi nelle vesti di spettatore in attesa di partire per la Vuelta sull’ammiraglia della Silence-Lotto, Stefano Zanini, ripete impressioni simili. «Oggi lo abbiamo visto tutti: questo circuito ha fatto una selezione naturale con il passare dei giri, lasciando davanti tutti i migliori. Anche dopo i Ronchi è difficile recuperare uno svantaggio pur minimo: basta vedere come Bertagnolli, che aveva poche decine di metri, sia stato acciuffato solo all’ultimo. Certo, non il modo migliore per perdere, ma questo Ginanni mi è piaciuto davvero molto».

Anche chi a Varese non ci vive ma ci viene per correre condivide in pieno i pareri. È il caso di tre atleti importanti di grandi squadre, come Marzano (Lampre), Tosatto (Quick Step) e Bosisio (Lpr), scudieri di campioni come Cunego, Bettini e Di Luca.
«Questo è un percorso che se non lo conosci ti tradisce – spiega il milanese Marco Marzano – A prima vista non sembra troppo selettivo e invece è impegantivo da cima a fondo. Anche nel tratto tra la cima del Montello e l’inizio dei Ronchi, tutto pianura e discesa, non ti puoi distrarre altrimenti sei fregato».
Matteo Tosatto è uno di quelli che coltiva una speranza di tornare qui tra un mese a vestire l’azzurro. «Sì, l’augurio è proprio quello: saranno decisive le prossime gare. Qui è bello, ma bisogna sempre stare davanti, altrimenti basta una curva lenta a farti perdere terreno. Se poi piove diventa un terno al lotto».
Chiude il drappello Gabriele Bosisio che conferma le impressioni avute dopo la tappa del Giro quando si piazzò terzo: «Non è facile, e quando i big della corsa aumentano l’andatura il gruppo si assottiglia subito. Oggi è andata così: quando si è iniziato a tirare, siamo finiti tutti in fila indiana, ben attenti a non perdere il passo, altrimenti ti saluto».

Nota a margine, visto che sempre di percorso si parla. Oggi sono stati impegnati in città, oltre alle forze dell’ordine, ben duecento volontari e cento uomini della protezione civile. «E sono arrivate 50 persone in più di quanto avevamo previsto, che abbiamo utilizzato ben volentieri sul circuito» dice Mario Minervino, il responsabile dei volontari per Varese 2008. Un impegno gratificato dalla perfetta riuscita della manifestazione e dal giudizio positivo della Questura secondo cui tutto ha funzionato a dovere.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 agosto 2008
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore