Rinnovato per un anno l’accordo con i sinti
Sono sedici le famiglie nell'area attrezzata di via Lazzaretto. Il "percorso di responsabilità nel rispetto delle regole" indicato da Mucci trova l'appoggio anche di PD e Rifondazione.
Le famiglie sinti rimarranno nell’area attrezzata di via Lazzaretto. Il Consiglio Comunale ha dato il via libera alla proroga del contratto che le stesse famiglie avevano sottoscritto lo scorso anno, anche se le modalità del rinnovo saranno oggetto di approfondimento in altra sede.
La decisione presa un anno fa di trasferire i nuclei famigliari sinti da via De Magri – in pieno centro, nei pressi del cimitero – al un nuovo campo attrezzato di via Lazzaretto, a Cedrate, era stata formalizzata con un contratto sottoscritto da Comune e famiglie nomadi: un preciso elenco di regole da rispettare, con costanti verifiche da parte della polizia locale. Passato un anno, è il momento di decidere sul rinnovo o meno dell’accordo.
«Una risposta di civiltà all’inciviltà degli insediamenti abusivi», ha spiegato l’assessore alla sicurezza Paolo Cazzola, «una scelta virtuosa che ha anticipato le iniziative del governo nazionale». Secondo l’amministrazione, infatti, la nuova area attrezzata risponderebbe in pieno ai princìpi indicati dal ministero degli Interni: «scolarizzazione dei minori, censimento degli abitanti del campo, obbligo di buona condotta, livelli minimi di assistenza sociale e sanitaria». Quanto alla situazione attuale del campo, secondo Cazzola non ci sono elementi problematici: «Nell’area attrezzata c’è una ordinata e civile convivenza tra i sedici nuclei famigliari presenti». I piccoli sconfinamenti nei terreni circostanti l’area – già rilevati dalla polizia locale e operati solo da alcuni nuclei – potrebbero essere risolti mediante accordi con i privati cui appartengono i terreni. La soluzione trovata un anno fa è difesa a spada tratta anche dal sindaco Nicola Mucci: «L’amministrazione ha una responsabilità di fronte a queste persone, cittadini gallaratesi che, quando erano in via De Magri, vivevano in una situazione di emergenza» e di pericolo. La decisione di creare l’area attrezzata avrebbe aiutato anche le famiglie ad intraprendere un percorso di maggiore integrazione, a partire dalla decisione di alcuni nuclei di far richiesta di una casa popolare. «La nostra è stata una scelta di buon senso: procedendo a colpi di ordinanze si finisce in un vicolo cieco. Il nostro è invece un percorso virtuoso, che responsabilizza nel rispetto delle regole». Via libera dunque alla proroga di un anno della permanenza nell’area.
La possibilità di proroga è accolta con favore dal centrosinistra, che chiede anche un maggiore approfondimento in altre sedi, mentre Rifondazione Comunista raccomanda che si continui il confronto con le famiglie sinti, anche per risolvere al meglio i problemi di spazi e di sicurezza dell’area segnalati dagli stessi abitanti del campo, e chiede un rinnovo triennale. Risolutamente contraria al rinnovo è invece
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