Day Surgery, esperti a confronto

Il congresso è in programma venerdì 28 novembre, alle 8, nell'aula magna di via Raasi

Day Surgery, ossia “chirurgia in un giorno”: entrare in ospedale alle ore 7.15 del mattino ed essere dimessi alle ore 18.00, dopo avere subito un intervento chirurgico. È la nuova frontiera della chirurgia: non sconvolge l’equilibrio familiare e non paralizza l’attività lavorativa del paziente.

Il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università dell’Insubria, in collaborazione con la Chirurgia I dell’Ospedale di Circolo, ha organizzato un congresso per discutere proprio dello stato dell’arte della Day Surgery a Varese.

“Dalla ricerca alla pratica clinica – Un progetto interdisciplinare di Day Surgery” si svolgerà nell’aula magna di via Ravasi 2, venerdì 28 novembre, a partire dalle ore 8.00 e riunirà gli specialisti di Chirurgia Generale, Plastica, Toracica, Vascolare e gli studiosi del Centro di ricerche in Endocrinochirurgia; in Chirurgia Mini-Invasiva, in Senologia, in Chirurgia Toracica e delle Nuove tecnologie in Chirurgia Vascolare.

«Sono interventi di ridotta complessità quelli che si fanno in Day Surgery, per curare patologie come le ernie inguinali, le varici agli arti inferiori, le patologie benigne della mammella – spiega la dottoressa Giovanna Brebbia, dirigente medico dell’Unità operativa Chirurgia generale I dell’ospedale di Circolo e organizzatrice del congresso. Il fatto che siano affrontate in Day Surgery non significa che siano sottovalutate, anzi. La Day Surgery è un’organizzazione complessa in cui gli operatori devono integrarsi in modo efficace per garantire l’elevata qualità tecnica e la completa soddisfazione del paziente. È il chirurgo, d’intesa con l’anestesista, a stabilire se il paziente possa essere operato in Day Surgery. Di caso in caso si valuta l’intero quadro clinico, familiare e psicologico del paziente e, in presenza di complicanze che possano in qualche modo ostacolare un normale decorso postoperatorio, o di altri fattori che sconsiglino un’operazione in Day surgery, l’intervento si effettua con un normale ricovero ospedaliero».

«Per noi medici è preponderante il benessere del paziente – afferma il professor Renzo Dionigi, rettore dell’Università dell’Insubria e direttore della divisione di Chirurgia I. Pertanto valutiamo innanzitutto l’opportunità di un intervento in Day Surgery e grazie, all’interscambio tra professionalità diverse, garantiamo sempre l’alta qualità del risultato».

Il convegno avrà un taglio multidisciplinare, interverranno, infatti, esperti di organizzazione sanitaria, psicologi, medici di medicina generale, infermieri e, soprattutto, medici chirurghi per ciascuna delle specialità afferenti alla Chirurgia I

«Il congresso ha l’obiettivo di sottolineare il valore della ricerca nella pratica clinica, grazie al ruolo dei nostri centri di ricerca, anche nella chirurgia di minore complessità – aggiunge la dottoressa Brebbia. Parliamo di un progetto interdisciplinare proprio perché nella nostra divisione di Chirurgia generale I sono presenti le diverse specialità: la Chirurgia Generale, la Vascolare, la Senologica e la Plastica, che consentono un importante interscambio tra le professionalità in un unico percorso che mira alla salvaguardia del paziente».

 L’interesse della Scuola del professor Dionigi per la Day Surgery è confermato dalla recentissima nomina (lo scorso 8 novembre 2008) del professor Giampiero Campanelli, professore straordinario di Chirurgia Generale all’Università dell’Insubria, a presidente Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Ambulatoriale e Day Surgery (S.I.C.A.D.S.). «Il ricorso alla Day Surgery, per particolari tipologie di interventi, consente un rapidissimo turn over e brevi liste d’attesa – spiega il professor Campanelli, tra i relatori del congresso. Inoltre, una degenza limitata a poche ore è un vantaggio evidente per il paziente, che può far ritorno rapidamente a casa, limitando al minimo i disagi e lo stress emotivo conseguenti a un ricovero».

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Pubblicato il 26 Novembre 2008
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