“Gara” fra università, anche la Liuc partecipa
L’università Cattaneo sarà rappresentata al premio “Hypo Innovazione” da Arancia7, un progetto innovativo e promettente segmento della pubblicità digitale e mobile
Sono, così, stati annunciati i finalisti all’innovativa competizione, promossa da Hypo Group Alpe Adria istituto di credito presente in tutto il Nord Italia, assieme all’Aifi (Associazione italiana del private equity e venture capital), con il coinvolgimento delle Università di Brescia, Castellanza, Padova, Trieste e Ca’ Foscari di Venezia. I business plan esaminati dalla giuria, presieduta dal direttore di “Libero Mercato” Oscar Giannino, riguardano settori dell’automazione, dell’analisi chimica, del marketing e delle perizie scientifiche in campo giuridico.
Il primo candidato, quello presentato dalla LIUC, è denominato Arancia7 e punta a essere innovativo in termini di tecnologia e di servizio nel nuovo e promettente segmento della pubblicità digitale e mobile, denominato “marketing di prossimità”. In concreto, intende realizzare la prima concessionaria virtuale di informazione e pubblicità aggregando network, di proprietà e di terzi, costituiti da sistemi di comunicazione visiva e mobile (Mobile e Digital Signage) in grado di fornire informazioni, dati e pubblicità in tutti i luoghi di passaggio. Già a oggi sono in corso importanti sperimentazioni con grandi aziende e due importanti capoluoghi provinciali.
“È con grande entusiasmo – commenta il Prof. Fernando G. Alberti, referente LIUC per il premio Hypo – che la LIUC guarda al Premio Hypo Innovazione, in quanto il primo premio – nel panorama bancario italiano – teso a sostenere finanziariamente le iniziative imprenditoriali innovative più meritevoli. Per questo, dopo una lunga e accurata selezione, condotta da me e dai miei collaboratori, delle candidature che ci sono giunte questo anno, abbiamo scelto di candidare per la finale Arancia 7, una start-up totalmente controllata e gestita da giovani imprenditori del nostro territorio, con spiccate competenze nei settori dell’ICT e dei media e con un progetto dal marcato contributo innovativo in quella che è l’attuale filiera pubblicitaria. Siamo sicuri che l’esperienza di questa prima edizione e le caratteristiche di qualità del nostro primo finalista andranno definendo quello che a regime potrebbe essere uno standard per il supporto alle iniziative imprenditoriali innovative".
Il secondo progetto in gara è L-Pro, uno spin off dell’Università di Padova che opera nel campo dell’analisi dei gas utilizzando le tecniche laser di spettroscopia di assorbimento. Si tratta di una tecnologia in rapido sviluppo, grazie al recente arrivo sul mercato di laser compatti, affidabili, durevoli, a basso consumo energetico e costo contenuto. Questi laser, sviluppati utilizzando le moderne nanotecnologie, permettono la realizzazione di sistemi per la rivelazione di gas che possono rivoluzionare un campo finora appannaggio solo di strumenti da laboratorio. L’obiettivo industriale è quello di sviluppare inizialmente due dispositivi per il mercato dei produttori di vino: uno che misura la pressione e il contenuto di anidride carbonica per i vini spumanti e frizzanti (disponibile nella versione per singola bottiglia o in quella per macchine imbottigliatrici) e un secondo che misura il contenuto di ossigeno per i vini fermi, da applicare alle macchine imbottigliatrici.
Da Trieste, invece, arriva il business plan di Amped, una start up che sviluppa software destinato all’elaborazione di immagini e filmati per l’applicazione in ambito investigativo, forense e di intelligence. Il prodotto principale, denominato “Five”, permette di estrarre informazioni utili da immagini e filmati, anche di qualità molto scarsa, come spesso accade con il materiale proveniente da sistemi di video sorveglianza. Al contempo, consente di utilizzare il risultato dell’elaborazione in ambito processuale, fornendo una certificazione tecnico-scientifica del lavoro svolto nell’elaborazione dei dati originali e giustificando, quindi, quella che potrebbe essere altrimenti considerata la manipolazione della prova.
Infine, il progetto di Lab.Net, nato in seno all’Università veneziana Ca’ Foscari, costituisce un’idea imprenditoriale rivoluzionaria, basata sull’applicazione della filosofia del building automation all’interno di stanze d’albergo. Lab.Net ha messo a punto un particolare dispositivo di building automation, ovvero una nuova declinazione di “chiave” applicabile nel contesto alberghiero. La “chiave” risulta essere, non solo un semplice strumento di accesso alla stanza d’albergo, ma anche un dispositivo con cui gestire telematicamente l’alloggio nella sua totalità: illuminazione artificiale e naturale, termoregolazione e condizionamento, dispositivi interattivi. Si tratta, in realtà, di una vera e propria “estensione” del corpo umano, in modo tale che l’ospite risulti enormemente facilitato nell’interazione con tutte le strumentazioni tecnologiche presenti nella struttura d’accoglienza.
La “chiave” si configura come un transponder, ossia un apparecchio portatile, ergonomico ed esteticamente curato, il quale interagisce per via telematica con i vari dispositivi all’interno della stanza.
La competizione, con cadenza annuale, mette a confronto “giovani imprenditori” e i loro business plan. Non si tratta, però, di un concorso con in palio soltanto una cifra simbolica e un riconoscimento, seppur prestigioso. Il premio finale che sarà consegnato nel mese di novembre, infatti, è di “sostanza”. Il progetto vincitore sarà finanziato dall’istituto bancario con 150mila euro, a tasso zero e senza bisogno di garanzia. Sarà, così, possibile dare alle idee imprenditoriali uno strumento finanziario concreto e adeguato per tradursi in realtà.
“Mettendo assieme la conoscenza e la ricerca maturata nelle università con il mondo della finanza, oltre ad aiutare concretamente la nascita di un’impresa, intendiamo dare un segnale al sistema economico italiano – commenta il vicedirettore di Hypo Group, Sandro Ballerino -. La competizione internazionale si può affrontare soltanto individuando nuovi prodotti e processi produttivi, che puntino sul valore aggiunto e sul contenuto innovativo e tecnologico, piuttosto che sulla leva dei costi. Le idee, lo sappiamo, hanno bisogno di gambe per correre ed è per questo che il nostro istituto si assume la responsabilità di scommettere e rischiare in proprio su progetti imprenditoriali che hanno una potenzialità da esprimere”.
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