Visite fiscali a spese delle scuole, i presidi protestano
Il "Decreto Brunetta" dà la possibilità di inviare il controllo al lavoratore assente anche solo per un giorno. I costi sono a carico del datore, anche se si tratta di Pubblica Amministrazione
Appoggiato da più parti e da altrettante osteggiato, continua comunque a far discutere il decreto 112/2008, meglio noto come "decreto Brunetta" o "decreto antifannulloni", ormai diventato legge dello Stato. Oggetto del contendere questa volta non sono tanto le linee di principio del provvedimento legislativo ma gli ostacoli pratici derivanti dalla sua applicazione.
Controllo anche per un giorno di assenza – Il decreto n.112 del Ministro Brunetta è stato convertito in legge all’interno della manovra finanziaria del 6 agosto n. 133. Al Comma 3 dell’articolo 71 sono scritte le tre righe che hanno scatenato le proteste dei dipendenti della pubblica amministrazione, in particolare dei presidi degli istituti superiori. "L’Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno – recita il comma in questione – tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative". Questo in soldoni significa che gli istituti pubblici possono inviare un dottore a controllare il dipendente che si assenta dal lavoro per malattia, fosse anche per un solo giorno.
Chi paga le spese? – Il problema dei presidi degli istituti superiori è però un’altro. I giudici della prima sezione della Corte di Cassazione hanno stabilito che "i controlli sui lavoratori in malattia non sono volti a tutelare la salute dei lavoratori, ma vengono fatti nell’interesse dell’amministrazione scolastica. Quindi, non si applica la gratuità della prestazione prevista della legge che scatta solo quando si tratta di prendersi cura della salute dei cittadini". Di conseguenza le spese per il controllo domiciliare del medico dovranno essere a carico degli istituti superiori.
Il tariffario – Le spese non sono proprio contenute: per il controllo domiciliare in giorno feriale a Milano, ad esempio, la scuola dovrà corrispondere 41, 67 euro. Nei festivi si sale a 52,82. Altri 6 euro se la visita avviene «nel perimetro urbano», 10 se fuori città ma entro 20 chilometri, più carburante, più altri 5 per i percorsi più lunghi. I presidi però denunciano la mancanza di fondi negli istituti superiori e la conseguente impossibilità di pagare tali somme.
Il commento – La Preside del liceo classico Cairoli Daniela Tam Baj non condivide il provvedimento. «Il controllo fiscale anche per un solo giorno di assenza nella nostra realtà lo reputo uno spreco dei soldi della collettività. Queste visite – prosegue la preside – hanno un costo elevatissimo e non vanno nella direzione di combattere l’assenteismo. Ci sono sicuramente situazioni patologiche, ed è la che bisogna intervenire, ma non riguardano la maggioranza degli istituti, e un accertamento così pedissequo, quasi persecutorio, rischia di avere molti risvolti negativo sull’intera categoria. Al classico di Varese il fenomeno dell’assenteismo ingiustificato è assolutamente inesistente, quindi personalmente non provvederò a prescrivere un accertamento ad ogni minima assenza, che ripeto sono pochissime, e sempre adeguatamente giustificate. Anche perchè – ricorda la preside – i fondi erogati agli istituti non sono aumentati in vista di questo provvedimento, quindi se spendessi i soldi in accertamenti continui dovrei per forza di cose tagliarli su altri versanti di spesa più utili allo svolgimento della didattica».
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