Immigrazione a Cremona, tra pregiudizio e realtà
Presentati i dati sui flussi migratori e su abitudini e tendenze delle nuove popolazioni. Elevato il tasso di integrazione, tra i più alti d'Italia
Gli immigrati in provincia di Cremona hanno superato le 30mila unità, pari all’8,5% della popolazione, un dato più alto della media nazionale. Di questi circa 26mila sono residenti.
Sono questi i dati emersi nel corso del convego sull’immigrazione organizzato dalla Provincia per presentare i dati del rapporto sull’immigrazione strniera in provincia.
Nelle scuole gli alunni stranieri rappresentano il 13% della popolazione scolastica, con un picco del 15,8% nelle scuole primarie. La presenza maggiore è nel Cremonese, seguita dal Casalasco e dal Cremasco.
In media gli stranieri residenti sono nel Cremonese da 6,7 anni. Il 19,3% sono proprietari di casa, mentre l’incidenza dei ricoveri ospedalieri è in calo, al 15,9% rispetto al 18,4% del 2006.
Per quanto riguarda il lavoro, il 3,9% sono disoccupati, mentre il 7,5% lavoratori autonomi; le donne che lavorano sono il 31,6%, in lieve calo. Hanno un reddito medio pro capite di 880 euro e mandano nei paesi d’origine quasi 18 milioni di uro di rimesse.
Il tasso di denuncia di stranieri in provincia di Cremona è del 6,1% e dell’1,4% quello di arresto. Il 57% dei detenuti della casa circondariale di Cremona è straniero. C’è, infine, una costante crescita della presenza di donne e ormai si è vicini all’equilibrio fra i sessi. Sono stabili da qualche anno, poco sopra il 3 per mille, i matrimoni misti, e sono più le donne straniere a contrarli (5,4 contro 2 dei maschi). In netta diminuzione il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza da parte delle donne straniere.
Dal rapporto risulta che l’indice di integrazione degli immigrati in provincia di Cremona è a livello di assoluto primato: 7,8 su una scala di 10, nonostante una forte ripresa, nell’ultimo anno, del flusso migratorio verso il nostro territorio, attestatosi al 22% dopo due anni in cui si era dimezzato.
Per questo, il convegno di presentazione del Rapporto sull’immigrazione aveva come titolo “Tra pregiudizi e realtà”. Di fronte, infatti, a una realtà che dice, e non solo a Cremona, di un processo di integrazione che va comunque avanti, permane e anzi si acutizza una percezione negativa del fenomeno dell’immigrazione.
Il presidente Giuseppe Torchio, nel suo saluto iniziale, ha rivendicato alla coesione sociale del territorio e alle politiche inclusive degli enti locali e delle organizzazioni economiche e sociali il merito di aver costruito una rete in grado di agire con obiettivi condivisi.
Un esempio per tutti è l’Agenzia per l’inclusione sociale degli immigrati, esperienza innovativa anche in campo nazionale, inserita fra i progetti del Patto per lo sviluppo e sostenuta dalla Provincia, dall’Associazione industriali e dai sindacati.
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A monte di tutto c’è la ricerca di una conoscenza scientifica del fenomeno migratorio, condotta dall’Osservatorio provinciale. È sulla base di tale conoscenza che si sviluppano i progetti e le iniziative: il raccordo fra le progettualità presenti sul territorio in materia di immigrazione, il progetto di una rete provinciale di sportelli, la promozione e il sostegno al Centro interculturale Mondinsieme, la distribuzione della Costituzione tradotta nelle dieci lingue più diffuse fra gli immigrati, la partecipazione attiva al Comitato e al programma “Tutti i diritti umani per tutti” nel sessantesimo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Resta l’indice di criminalità ancora più alto rispetto alla popolazione italiana, ma, come dirà poi il Prefetto Tancredi Bruno di Clarafond nel suo intervento, essa è da attribuire in grande parte agli immigrati irregolari.
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