Latte crudo, l’assessore attacca le multinazionali
Specchiarelli: «La campagna denigratoria mira a favorire i grandi marchi». I produttori fanno fronte comune e lanciano il "Latte Crudo Day" per la vigilia di Natale
«Il latte crudo è un prodotto alimentare sano che prima arrivare ai distributori viene sottoposto a controlli rigidissimi, perfino più accurati del monitoraggio che si fa su qualsiasi altro prodotto alimentare». A ribadire il giudizio su questo alimento finito (ci permettiamo di dire «ingiustamente») nell’occhio del ciclone nelle ultime settimane, sono stati l’assessore provinciale Bruno Specchiarelli, e i massimi dirigenti delle associazioni dei produttori.
L’occasione è stata la conferenza stampa in cui sono stati illustrati i risultati relativi alle vendite per il 2008 ma anche per sottolineare la raccolta fondi legata a Telethon, 3.000 euro a cui i produttori ne hanno aggiunti altri 2.500 sempre destinati alla ricerca contro le malattie genetiche.
Insieme a Specchiarelli, a Villa Recalcati, erano presenti Giuseppe Invernizzi (segretario del Consorzio Latte Crudo), Massimo Ceruti (direttore di Coldiretti) e Matteo Baroffio (di Confagricoltura), che hanno portato i dati di questa forma di commercio moderna e antica allo stesso tempo.
Sono circa 40 i distributori di latte in provincia di Varese, ognuno dei quali distribuisce in media oltre 70 litri al giorno. In Regione sono ben 500 i punti vendita con cui si arriva a vendere circa 35mila litri al mese.
Numeri importanti che lanciano all’attacco Specchiarelli: «La campagna contro il latte crudo è stata fatta solo con l’obiettivo di colpire il mondo agricolo e avvantaggiare le multinazionali del settore. Del resto, un litro di latte acquistato dai nostri distributori comporta per il consumatore un risparmio notevole e una garanzia di altissima qualità del prodotto». Dai conti fatti dalle associazioni infatti, la cifra annua risparmiata dai consumatori acquistando il latte "alla fonte" si aggira infatti intorno ai 6 milioni di euro.
«La nostra filosofia – ha spiegato Invernizzi – non è quella di speculare sul prezzo, bensì di garantire la qualità e favorire la riscoperta dei sapori tradizionali del nostro agroalimentare. Il latte crudo poi consente il mantenimento di tutte le caratteristiche nutrizionali». La campagna contro il consumo di latte crudo ha poi fatto riflettere i produttori, i quali si sono tutti trovati concordi sul prossimo obiettivo da raggiungere: «Stiamo parlando di un alimento fresco che deve essere consumato seguendo alcune indicazioni. Istituzioni, produttori e associazioni di categoria in tal senso potenzieranno ancor di più l’aspetto informativo nei confronti del consumatore. In ogni caso, l’appello che lanciamo è quello di continuare a consumare latte crudo, poiché stiamo parlando di un prodotto genuino e completo».
E per favorire l’assaggio e la conoscenza di questo alimento il giorno della vigilia di Natale diventa il "Latte Crudo Day": in 1.100 punti vendita di tutta Italia i produttori offriranno un bicchiere di "oro bianco" a chi andrà a trovarli.
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