Rubavano in case per anziani, tre fratelli in manette

I carabinieri hanno arrestato i malviventi, ripresi dalle telecamere del centro di Casorate Sempione. Denunciata una donna in auto con loro al momento del fermo

Tre fratelli con l’insana “passione” per i furti e le rapine. Li hanno arrestati i carabinieri della compagnia di Gallarate, allertati dalla chiamata di una signora insospettita da strani movimenti all’interno di un capannone di Albizzate. I militari, intorno alle 4 di mattina di lunedì 22 dicembre, dopo una serie di posti di blocco e controlli stradali, hanno bloccato una Mercedes 190 con a bordo i tre fratelli e una donna: all’arrivo della pattuglia da Somma Lombardo gli uomini sono stati riconosciuti come gli autori di due furti in altrettante case di cura della zona, commessi nella notte tra il 20 ed il 21 dicembre a Casorate Sempione (Centro La Riviscera) e Arsago Seprio (Centro diurno anziani Emilio e Maria Rossi). Il riconoscimento è avvenuto attraverso i fotogrammi registrati dalle telecamere a circuito chiuso della struttura casoratese: i ladri hanno portato via dalle due residenze per anziani circa 2200 euro in contanti oltre ad alcuni panettoni e altre cibarie natalizie trovate in loco. I tre uomini, residenti a Pioltello, hanno alle spalle una lunga serie di precedenti per furto, rapina e possesso di attrezzi atti allo scasso. Per entrare nelle case di cura scassinate, i malavitosi hanno prima divelto la porta d’ingresso, atteso poi alcuni minuti per vedere se fossero presenti l’antifurto o l’allarme e infine sono entrati indisturbati e hanno aperto la cassaforte a Casorate Sempione, mentre ad Arsago si sono limitati a raccattare quello che hanno trovato in giro. Tutti e tre, di età compresa fra i 37 e i 41 anni, sono finiti in manette con l’accusa di furto; la donna, 35enne e legata affettivamente ad uno dei fratelli, non è stata riconosciuta dai fotogrammi (probabilmente faceva da palo fuori dagli edifici visitati) e per lei è scattata la denuncia per possesso di arnesi atti allo scasso (come per gli altri tre) e ricettazione di documenti: aveva con sé la carta d’identità di una signora che ha subito il furto della borsetta all’Ocean di Monza pochi giorni fa. Gli arrestati hanno giustificato i furti con il bisogno di denaro per saldare un debito di droga con non meglio identificati marocchini. Gli inquirenti stanno verificando la possibilità che la banda famigliare sia implicata in altri furti in provincia.

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Pubblicato il 22 Dicembre 2008
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