Susanna Parigi, musica d’autore tra ragione e sentimento
Giovedì 11, alle 21, al Cinema Teatro Nuovo di Viale dei Mille si esibirà l'artista di "In differenze", l'album inciso con Vince Tempera e altri grandi della musica
Cantautrice e musicista, Susanna Parigi nasce a Firenze ma la sua passione per la sua la porta a studiare e a girare i grandi palcoscenici di tutta Italia. Diplomata in pianoforte, studia canto moderno a Roma, canto lirico a Bologna e canto jazz a Milano. Nel 1988 è in tour con Riccardo Cocciante e nel 1993 con Claudio Baglioni dove è vocalist e suona tastiere e fisarmonica. Quattro album all’attivo che vedono la collaborazione di Vince Tempera e uno stile tutto suo, un linguaggio musicale a metà strada tra ragione e sentimento. Inseparabile dalla sua fisarmonica, Susanna Parigi, sarà a Varese, al Teatro Nuovo di Viale dei mille, giovedì 11 dicembre per la rassegna “Note di scena” ed è lei a raccontarci cosa ci sarà.
Il tuo è un genere molto particolare, come lo racconti?
«Quando si parla di musica d’autore, a volte si pensa a qualcosa di noioso e di difficile ascolto, qualcosa di faticoso da seguire. Invece non è così, ai miei concerti vengono anche piccoli spettatori e seguono il concerto dall’inizio alla fine, questa è giù una risposta. La mia è musica d’autore anche se non mi piace pensare a “barriere” della musica. Sono diplomata in pianoforte e quindi ho ascoltato molta classica, tante canzoni sono vicine al pop anche se meno nei testi, altre si avvicinano al jazz».
Il tuo album “In differenze”vede quattordici pezzi inediti (e la collaborazione di Tony Levin, Pat Metheny, l’Orchestra Sinfonica di Sofia n.d.). Cosa racconti in questo cd?
«Nelle mie canzoni parlo di ciò che vedo, filtrato dalla mia mente, dal mio corpo e dalla mia musica. “In differenze” parlo di quella spiacevole sensazione che è l’indifferenza. C’è una sorta di abitudine, assuefazione, anestesia a tutto. Non c’è più critica ma ci si fa andar bene tutto e questa indifferenza non è solo verso gli altri ma anche verso se stessi, non si riesce più a capire ciò che ci fa del male. Dall’altra parte le “differenze” sono il nucleo della persona, dell’arte da cui nasce qualcosa di nuovo. E’ quindi nella differenza che c’è la possibilità di uscire fuori da questo grande malessere generalizzato».
I tuoi dischi vedono la collaborazione di Vince Tempera, un grande maestro. Com’è stato lavorare con lui?
«Collaboro con lui da dieci anni, ho iniziato con lui e gli devo tanto. Mi ha cresciuto artisticamente ma lasciandomi tanta libertà. Mi ha perfezionato, migliorato ma ha sempre lasciato spazio alla mia creatività».
Nel tuo ultimo cd c’è la collaborazione, forse insolita per un musicista, con il filosofo, Umberto Galiberti. Perché?
«E’ nata per caso, ci siamo accorti che le sue pagine trattavano i miei stessi argomenti. I temi si avvicinavano molto e abbiamo deciso di veicolare il messaggio anche a teatro con uno spettacolo costruito con i monologhi di Galimberti, la mia musica e le immagini di Sebastiao Salgado uno dei più grandi fotografi del mondo, capace di raccontare le bruttezze del mondo con occhi diversi, raccogliendo il bello delle cose. Lo spettacolo è stato veicoli di argomenti che oggi in televisione non passano».
Prima di una produzione tua, hai lavorato con Riccardo Cocciate e Claudio Baglioni, come ricordi quelle esperienze?
«Sono lavori che ti formano molto. Girare tour come quelli ti danno un’esperienza che dieci anno di studio non ti possono dare. Sono realtà che ti permettono di fare musica ad altissimi livelli e dove non viene lasciato mai nulla al caso, devi essere perfezionista in tutto. Lavorare con artisti come Cocciante o Baglioni ti insegnano non insegnandoti, basta osservarli per capire che non è un caso che certe persone hanno tanto successo, per il loro grande talento ma anche per il tanto lavoro».
Cosa porterai sul palcoscenico varesino?
«Brani vecchi di “Scomposta” e quelli di “In differenze” in acustica. Sul palcoscenico con me ci saranno gli archi di Alice Bisanti alla viola e Aurora Bisanti al violino, Yuriko Mikami al violoncello, poi Matteo Giudici al basso e Antonio Pani alle percussioni, io alla voce, piano e fisarmonica».
L’ingresso al concerto è di 12 euro, ridotto 10. Per maggiori informazioni è possibile contattare filmstudio90 al sito www.filmstudio90.it.
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