Uscire dalla crisi con la bioedilizia, anche senza contributi
A pochi giorni dall'annuncio del Governo di ridurre in contributi per le ristrutturazioni a risparmio energetico, un incontro organizzato dall'Associazione Artigiani che sostiene il nuovo modo di costruire le case
Un convegno sulla bioedilizia in tempi di crisi dovrebbe avere un
senso ancora più importante del solito. Mezzo mondo indica
come il volano che può far ripartire l’occidente dopo la
crisi tutto ciò che ha a che fare con la compatibilità
ambientale e il risparmio energetico e fondi e contributi su questi
argomenti sono gli unici che, in questi tempi di vacche magre, abbia senso
erogare per averne indietro benefici certi.
E invece l’incontro
organizzato per l’11 dicembre 2008 dall’Associazione Artigiani della Provincia di Varese,
parte innanzitutto da una rivendicazione di tipo politico sulla
questione: è di pochi giorni fa la decisione del Governo di
abbassare drasticamente la detrazione del 55% per le ristrutturazioni
effettuate a favore di risparmio energetico. Una decisione contro cui
il presidente dell’associazione Giorgio Merletti, dall’alto della
sua nuova carica romana di vicepresidente vicario, stigmatizza più
severamente: «Sacconi alla nostra assemblea nazionale, con una
frase ribadita poco dopo nello stesso consesso dal presidente del
Consiglio Berlusconi ha detto“quello che va bene alla piccola impresa va
bene all’Italia”. Ma una manovra del genere, che passa da 1,8
miliardi di euro a 82 milioni di euro erogati, provoca la perdita di 11.067
addetti al comparto. Soldi risparmiati per cosa? Per finanziare i
farabutti che hanno creato la crisi con la carta?».
Insomma, non è così per Merletti che si esce
dall’empasse: perciò questo convegno, in un momento in cui la tematica
ambientalista diventa di massa e il risparmio energetico diventa una
necessità, affronta una attualità che va in ogni caso presa in considerazione.
E lo è stato fatto, con competenza e attenzionne dai relatori che si sono succeduti presso la sala Andrea delle Ville Ponti che hanno mostrato ed esaminato – in un interessante incontro che ha coniugato storia
con tecnica, casi vissuti e prospettive future – dammusi e ville
palladiane, città scavate nelle pietra e case del quarto
secolo prima di Cristo: perchè una soluzione intelligente e
risparmiosa è quello che è stato sempre pensato nei secoli e che ora torna a servire, comunque, ad un mercato in
difficoltà che ha scoperto che il mondo non è ai nostri
piedi e le risorse non sono illlimitate. Nemmeno a Varese.
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