Mortalità materna e neonatale, una “malattia” da poveri

Presentato all'ospedale del ponte il rapporto 2009 dell'Unicef: poco meno di dieci milioni di bimbi morti all'anno, 1500 donne al giorno morte di parto. Per il 99 per cento nei paesi in via di svilluppo


La mamma e il suo bambino insieme,pronti per crescere entrambi in un progetto più grande di loro voluto dalla Natura: un quadro idilliaco che in molti paesi del mondo non è affatto un diritto, nemmeno un dato di fatto.

A dirlo è il rapporto 2009 dell’Unicef, presentato in tutto il mondo, contemporaneamente, nella giornata della mamma e del bambino, il 15 gennaio 2009.
«Oggi in molte città del mondo è presentato il rapporto Unicef 2009 sulla condizione dell’infanzia – Spiega Maurizio Turcato, presidente del comitato provinciale Unicef – In Italia, alle 11 di questa mattina, è stato presentato al ministro Carfagna. A Varese abbiamo voluto presentarlo in una struttura che si distingue particolarmente per essere vicina ai bambini e alle mamme, perchè abbiamo di fronte a noi dati preoccupanti, e gli obiettivi che sono stati fissati nel 2000 sull’argomento rischiano di essere disattesi».

Il primo dato del rapporto, presentato dalla giovane volontaria Laura Bogni, dovrebbe infatti essere consolante e invece è spaventoso: per la prima volta si registrano infatti, in un anno un numero inferiore a 10milioni di bambini morti entri i primi 5 anni di vita. Nel 2008 infatti sono morti 9 milioni e 700 mila bambini, 4 milioni e 800mila dei quali entro i primi 28 giorni daalla nascita. Una cifra spaventevole, che il quinto obiettivo di sviluppo del millennio vuole ridurre entro 2015 di due terzi. «Un risultato veramente difficile da ottenere – ha commentato il direttore medico dell’ospedale di Varese, Andrea Larghi – Che non è a portata di mano: proprio per questo coinvolge complessivamente le politiche dei paesi coinvolti e anche nostri».

Secondo il rapporto Unicef, delle 536mila donne morte in un anno per gravidanza o parto più del 99% abitava in paesi in via di sviluppo: sono 1500 donne al giorno. In quei paesi, le donne sono esposte a rischio 300 volte di più che nell’occidente: nei paesi occidentali infatti la mortalità colpisce 1 su 8000 donne, nei paesi in via di sviluppo una su 76, e in Nigeria la proporzione diventa addirittura di 1 a 7.

«Per noi la morte per parto è un evento eccezionale e fa molta impressione – sottolinea il professor Massimo Agosti – Ma è impressionante che in Niger una donna su sette tra quelle che partoriscono sia certa di morire. La provincia di Varese è assolutamente in media nella casistica italiana, anzi lombarda- La Lombardia ha inifatti tasso di mortalità estremamente basso, che si può paragonare a paesi come il Giappone o la Svezia».

Tassi a cui non sarebbe difficile avvicinarsi, semplicemente assicurandosi una buona nutrizione,la possibilità di accedere a dignitose pratiche igieniche e un po’ di cure in gravidanza: la maggior parte delle morti per parto sono emorragiche e la maggior parte delle morti dei bambini sono dovute ad infezioni.

Ma se negli ultimi dieci anni si è riuscito a portare il 75% delle donne dei paesi in via di sviluppo ad avere almeno una visita in gravidanza, nell’africa subsahariana non si è ancora ottenuto nemmeno quella minima regola sanitaria. Uno dei primi obiettivi della campagna Unicef per questo è l’istruzione delle bambine e delle ragazze di quei paesi, per evitare con la conoscenza quella che definiscono “ La trappola della povertà”.

«La volontà di cercare di dare continuum assistenziale nei paesi in via di sviluppo è molto importante, ma anche nel nostro fortunato posto c’è da fare per dare continuità e sostegno in quel percorso che va dal concepimento alla nutrizione del figlio – continua Agosti – Per riuscire ad accettare questa “new entry” del figlio, che è bellissima ma crea disagi inaspettati, soprattutto per come sono organizzate ora le strutture familiari».

La priorità è la vita, dunque: ma il problema non è solo mantenersi in vita, anche se c’è ancora molto da fare per arrivare ad obiettivi per garantire una nascita e una crescita civile in tutto il mondo.

Il rapporto integrale (in pdf)

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Pubblicato il 15 Gennaio 2009
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