Quell’alleanza professori-genitori che non piace ai ragazzi

Tra le prime scuole del varesotto ad adottare i sistemi informatici c'è il liceo Manzoni. Dopo anni di sperimentazione è arrivato il tempo di bilanci

Registro elettronico e assenze via SMS? Al liceo Manzoni di Varese è ormai una tradizione consolidata. Talmente consolidata che è persino il momento di trarre bilanci.

« Siamo stati tra i primi istituti a Varese ad adottare sistemi tecnologici di dialogo con i genitori – spiega la vice preside Luisa Oprandi – Abbiamo cambiato tre programmi prima di trovare quello che rispondeva alle nostre esigenze. Oggi, siamo pienamente soddisfatti sia della funzione del registro on line sia delle comunicazioni via SMS. Anche i genitori e gli studenti condividono questa nostra proposta perchè si rendono conto che è uno strumento che responsabilizza tutti molto di più».

Cosa cambia, per voi professori?
Nulla. Abbiamo, certo, la responsabilità di inserire i voti entro massimo sette giorni. Ma il tempo speso prima, che è veramente esiguo, lo risparmiamo quando dobbiamo fare gli scrutini con il programma informatizzato.

La scuola come "grande fratello"?
Assolutamento no. Qualche ragazzo può vivere questi strumenti come limitazione della propria libertà. Nessuno, però, dopo la presentazione del preside si dichiara contrario. Inoltre, il nostro dialogo con le famiglie c’era già prima delle innovazioni tecnologiche, nel senso che gli SMS hanno messo fine alle telefonate che quotidianamente facevamo a casa dello studente assente. Il "controllo" informatico serve solo a dare maggior trasparenza alle azioni di ognuno. Tutti siamo inseriti in un sistema e quindi siamo responsabili di ciò che facciamo.

Soddisfatto del "controllo a distanza" è anche Maurizio Tortosa, padre di una studentessa di terza: «Sinceramente, questi strumenti sono stati tra gli elementi che mi hanno fatto scegliere il liceo Manzoni. Sapere che la scuola si prende cura fino in fondo di tuo figlio e che comunichi con te in tempo reale delle sue vicende, mi tranquillizza».

Ma sua figlia non si sente "controllata"?
È una possibilità che mi è venuta in mente. Riflettendo con lei, però, abbiamo capito che la fiducia si conquista sul campo. La scuola è il suo impegno e su quello deve dimostrare la sua serietà. Il mio ruolo è quello di aiutarla a crescere nel modo più responsabile e questo confronto continuo mi permette di dialogare con lei.

Internet, dunque, è la risposta alla mancanza di dialogo scuola/genitori?
Non credo, purtroppo. Il limite della tecnologia è la sua diffusione. Oggi come oggi, la percentuale di genitori che usano internet a casa è ancora bassa. Il messaggio sul cellulare è più diretto

Tutti contenti, quindi? I ragazzi non troppo.
«Potrebbe essere una cosa buona ma ha ancora molti difetti – commenta Talìa, studentessa di seconda liceo linguistico – Il primo difetto è la sua affidabilità. Purtroppo, a volte i voti sul registro on line sono sbagliati a causa di refusi o di distrazioni. Anche i giorni di assenza, non segnalati nello stesso giorno, creano qualche errore pesante.

Ti è arrivato un "castigo" ingiustificato?
Personalmente no, perchè io ho un dialogo sereno con i miei genitori. Certo, all’inizio ho faticato a far loro comprendere che era il registro on line a sbagliare, ma poi tutti abbiamo preso le "misure" per la consultazione. Alcune compagne, però, hanno avuto grossi guai per assenze segnalate e insesistenti o per un quattro che, in verità, era un otto

Può anche succedere il contrario, però, un quattro che diventi un otto…
Può capitare certo. Comunque sia, io ritengo che noi ragazzi abbiamo capacità migliori per parlare con i nostri genitori: un brutto voto visto in internet ha sicuramente un impatto diverso dal sentirselo dire direttamente dal figlio, che, magari, riesce a far comprendere il perchè: un problema, una lacuna, la confusione…

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Pubblicato il 29 Gennaio 2009
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