Ancora scontri nel centro di prima accoglienza. A fuoco un capannone
Protagonisti circa 300 ospiti di origine tunisini. Nella notte 180 immigrati sono stati trasferiti
Non si placano gli animi nel centro di prima identificazione ed espulsione di Lampedusa. Dopo le vicende di poche settimane fa, ieri (mercoledì 18 febbraio) c’è stata un nuovo episodio di “tentata rivolta” da parte di alcuni dei migranti presenti. Secondo le prime ricostruzioni, gli scontri fra stranieri e forze dell’ordine sono iniziate quando un gruppo di 300 uomini originari della Tunisia hanno cercato di sfondare i cancelli. Ventiquattro in tutto i feriti. Ma purtroppo la cronaca dei fatti non finisce qui. Dopo gli scontri alcuni dei migranti hanno accatastato materassi, cuscini e arredi a cui hanno poi dato fuoco. Il capannone centrale è stato distrutto e l’incendio ha colpito anche altri edifici. Le fiamme sono state domate, ma con grandi difficoltà a causa del forte vento. Il lancio di oggetti contro poliziotti e carabinieri, il tentativo di sfondare il cancello e l’incendio sono documentati in un video girato dalla polizia scientifica.
Nella notte 180 immigrati che si trovavano nel centro di Lampedusa sono stati trasferiti. Il ponte aereo è avvenuto con due voli diretti a Gorizia e Cagliari. Per questa mattina sono previsti altri due voli. Fra i migranti trasferiti molti i tunisini artefici della rivolta.
Nella notte 180 immigrati che si trovavano nel centro di Lampedusa sono stati trasferiti. Il ponte aereo è avvenuto con due voli diretti a Gorizia e Cagliari. Per questa mattina sono previsti altri due voli. Fra i migranti trasferiti molti i tunisini artefici della rivolta.
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