Studente del Daverio premiato a Roma per un decalogo etico d’impresa
Matteo Bianchini è giunto secondo ad un concorso nazionale indetto dalle associazioni sindacali dei quadri aziendali con il patrocinio della Presidenza del Consiglio
Le turbolenze dell’odierno sistema economico mondiale e la globalizzazione dei mercati impongono una profonda revisione dei modelli organizzativi e lavorativi delle imprese fondati su una logica esclusivamente tecnicistico-finanziaria.Più segnatamente, è necessario superare il livello di irresponsabilità sociale in cui molto spesso imprese private, organizzazioni pubbliche e manager operano, privi di una cultura e di una visione di ampio respiro.
Occorre introdurre dei valori etico-sociali perché l’etica – come afferma il filosofo Ludwig Wittgenstein – “non solo si dovrebbe occupare degli affari del mondo, ma dovrebbe esserne la condizione essenziale”.
E in effetti, il tema di un nuovo modello di impresa – fondato su relazioni industriali avanzate e capace di coniugare la tutela e la valorizzazione dei lavoratori in generale con le esigenze di competitività e di sviluppo delle aziende – è al centro di un dibattito che per le sue implicazioni valica l’ambito aziendale e coinvolge anche le scuole che hanno il compito istituzionale di formare le nuove generazioni e di sensibilizzarle alle problematiche etiche per consentire loro di entrare adeguatamente nel mondo del lavoro. Un mondo che per essere produttivo e ricco come si vorrebbe dovrebbe mutare profondamente, dovrebbe essere pervaso da “una logica di buona reciprocità, un modo di stare insieme nel quale ciascuno arriva a condividere ciò che è,…… il proprio modo di sentire, di pensare imparando nel contempo ad avere cura della relazione”.(Così scrive Roberto Mancini, ordinario di filosofia teoretica all’Università di Macerata).
Questa è appunto la finalità del premio “Etica e Impresa” – promosso dall’Agenquadri-Cgil, l’Aidp, l’Apq-Cisl,
Alla cerimonia di premiazione della terza edizione 2008 del premio – svoltasi il 30 gennaio scorso a Roma – ha partecipato l’alunno Matteo Bianchini della V A Programmatori dell’Istituto statale di istruzione secondaria superiore “Francesco Daverio” di Varese che – guidato da alcuni suoi docenti – ha stilato un decalogo dell’impresa etica e si è classificato al secondo posto ex aequo tra i sei finalisti.
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