Idee anticrisi: usare i disoccupati per fare più bella la città
Approvato dalla Giunta il pacchetto anticrisi: 600mila euro, 100mila dei quali usati per costituire una copoperativa che con i licenziati tenga pulita la città. Previsto anche un buono spesa "mirato"
La giunta comunale di Como ha approvato nel pomeriggio dell’11 marzo il pacchetto anti crisi per la città, che verrà poi presentato, entro il 30 di marzo, al consiglio comunale. Secondo il documento approvato, il tetto di aiuti sale dalle 400mila euro annunciate a 600mila euro: l’annuncio è stato fatto dall’assessore Diego Peverelli, durante la presentazione delle linee guida in fase di scrittura da parte del vicesindaco, Francesco Cattaneo.
Centomila euro saranno destinati a lavori socialmente utili, messi a disposizione dall’assessorato all’Ambiente nell’ambito dell’obiettivo di potenziare il servizio di pulizia in centro. «L’idea è gestire alcuni lavoratori che hanno perso il posto tramite una cooperativa sociale – spiega Peverelli – costituendo una squadra speciale che per un anno operi in centro in particolare durante il periodo turistico di maggior richiamo». Reimpiegare i licenziati perciò, per rendere più bella e più pulita Como: «Due obiettivi in uno – ha commentato Cattaneo – l’aiuto a chi è in difficoltà e il miglioramento del servizio».
Il pacchetto di aiuti sarà poi di altri 500mila euro, che verranno erogati in buoni spesa utilizzabili in un paniere definito di beni e servizi da erogare a persone colpite da licenziamenti. «Non stiamo parlando di chi oggi è già assistito dai servizi – ha spiegato Cattaneo – ma di chi si troverà in grande difficoltà a seguito della crisi e prima viveva una vita normale. L’idea è erogare buoni spesa in base ad un paniere di beni alimentari di prima necessità. Una tessera caricata di denaro che potrà essere spesa, ma acquistando solo i beni del paniere nei punti vendita che si accrediteranno. Mentre la famiglia potrà anche scegliere se convertire l’aiuto scontando il pagamento delle tariffe dei servizi comunali, in particolare quelli rivolti all’infanzia e all’istruzione. Un aiuto che potrebbe aggirarsi su di un corrispettivo di circa 400 euro al mese. Le famiglie saranno individuate tramite bando con criteri che sono in fase di definizione.
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