La giunta ha deciso: Gigi Bossi torna al lavoro
L'ex capo del settore urbanistico del comune accusato di concussione sarà reintegrato in un altro settore da domani, martedì 17 marzo
La giunta ha deciso: Gigi Bossi può tornare a lavorare in Comune. La seduta odierna dell’esecutivo di Gallarate ha deliberato all’unanimità il ritorno al lavoro dell’ex capo del settore Urbanistico della città dei due galli: non sarà più il responsabile del settore programmazione territoriale, ma coordinerà l’ufficio tecnico del traffico, quello del piano orari e quello della certificazione dell’agibilità degli alloggi. Una decisione meditata quella dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Mucci nei confronti dell’ex capo dell’Urbanistica, accusato con la compagna Federica Motta e con l’architetto Riccardo Papa di aver pilotato l’approvazione di numerose pratiche urbanistiche gallaratesi (l’accusa è concussione in concorso). Le strade previste dalla legge e derivanti dal contratto collettivo nazionale dei dirigenti pubblici erano tre: il licenziamento in tronco, il mantenimento nel ruolo precedentemente occupato con lo stipendio decurtato del 50 per cento o lo spostamento ad altra mansione. È stata fatta una valutazione economicamente conveniente per l’ente pubblico: in caso di licenziamento e successiva assoluzione in giudizio del dirigente avrebbe significato un costo ingente per il Comune, costretto al risarcimento dei mancati introiti pregressi e relativi danni subiti del dipendente comunale; se invece fosse stata fatta la scelta di mantenerlo al suo posto con metà stipendio invece avrebbe potuto voler dire avere un lavoratore non motivato in un ruolo chiave della macchina comunale. Spostandolo l’amministrazione in sostanza si tutela da possibili ricorsi futuri, in attesa che la giustizia compia il suo iter. Non bisogna dimenticare infatti che il Comune di Gallarate si è costituito parte civile nel processo che vede imputati Bossi, Papa e la Motta. Il processo è appena cominciato e le prossime udienze si terranno il prossimo settembre: dopo due mesi di carcere Bossi e la Motta sono stati prima messi agli arresti domiciliari, poi liberati con l’obbligo di dimora nelle rispettive abitazioni. L’ex capo dell’ufficio urbanistico di Gallarate era stato arrestato in maggio nel quadro dell’inchiesta “Lo.li.ta”: al suo posto è subentrata Marta Cundari, proveniente da Samarate. Da domani mattina (martedì 17 marzo) Bossi dunque tornerà al lavoro: dalla sua scrivania aspetterà che il processo contro di lui faccia il suo corso. Il primo cittadino Nicola Mucci si augura che «regga il clima di massima collaborazione negli uffici comunali».
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