Sindacati e industriali si alleano contro la crisi

Siglata un'intesa per fronteggiare le difficoltà e gettare le basi della ripresa: «È importante proteggere le competenze e l'esperienza del nostro territorio»

La crisi è il nemico comune. Tanto temuto che per combatterla perfino industriali e sindacati si sono alleati. Dare fiato alle imprese e salvaguardare professionalità, competenze ed esperienza dei lavoratori sono gli obiettivi che il sistema industriale della provincia deve perseguire nel 2009 per evitare che la crisi mondiale arrechi danni irreversibili all’economia locale e che il protocollo di intesa tra Unione Industriali e sindacati vuole sostenere.
L’accordo è stato firmato ieri, lunedì 20 aprile, dal segretario provinciale di CGIL Alessandro Tarpini, dal segretario provinciale di CISL Fausto Tagliabue, dal segretario provinciale UIL Michele Barresi, dal presidente di Unione Industriali Ambrogio Taborelli, dal vicepresidente ai Rapporti di Lavoro Fabio Porro, dal direttore generale Antonello Regazzoni e dal responsabile del Servizio Lavoro e Previdenza Mario Giudici.
 
Per fronteggiare gli effetti di quella che il documento definisce “una delle crisi più gravi dal secondo dopoguerra”, nata da una situazione mondiale “a fronte della quale poco possono incidere le misure adottate a livello locale”, imprenditori e rappresentanti dei lavoratori della provincia di Como hanno deciso di unire gli sforzi per agire in modo che la crisi non arrechi “danni irreversibili alla struttura economica provinciale”. Realizzare “tutti gli interventi che possono dare fiato alle imprese e salvaguardare il patrimonio di professionalità, competenze ed esperienze dei loro collaboratori”, dice il protocollo, premetterà al territorio comasco di ripartire di slancio a ripresa avvenuta.
 
Otto punti – Nel documento, suddiviso in otto punti, industriali e rappresentanti dei lavoratori riflettono innanzi tutto sulla necessità di operare in modo coordinato, per evitare sovrapposizioni o duplicazioni in un momento in cui le risorse sono particolarmente limitate. A questo scopo, dicono i firmatari del protocollo, tutti i soggetti che intendono intervenire con misure anticrisi, sia a tutela dei lavoratori che a sostegno delle imprese, dovranno rapportarsi con il “Tavolo della crisi” istituito presso la Camera di Commercio di Como.
 
Proposte alla politica – L’accordo prevede che sindacati e industriali si impegnino ad attivare i rappresentanti politici a tutti i livelli affinché si facciano portavoce delle proposte che giungono dal mondo del lavoro per alleviare il peso della crisi sulle imprese e sulle famiglie. Tra le misure suggerite, figurano l’alleggerimento anche temporaneo dei carichi fiscali, l’introduzione di misure di sostegno tramite la riduzione delle accise sull’energia nei settori “energivori” e la possibilità di considerare attività di ricerca tutte quelle che le imprese mettono in atto ogni anno per proporre nuovi prodotti.
Evitare i licenziamenti – Visti i riflessi della crisi sugli aspetti occupazione, il protocollo chiede alle aziende di fare ricorso, in tutti i casi in cui sia possibile, di ammortizzatori sociali alternativi ai licenziamenti, per mantenere le competenze, la professionalità e l’esperienza dei lavoratori, un patrimonio che tornerà utile nel momento in cui il ciclo economico riprenderà un andamento positivo. In questa ottica, dice il protocollo, saranno da privilegiare strumenti come la Cassa integrazione guadagni (ordinaria, straordinaria ed in deroga), i contratti di solidarietà o le riduzioni concordate dell’orario di lavoro con parallela riduzione della retribuzione qualora non ci fossero le condizioni per ricorrere agli ammortizzatori sociali. Poiché la crisi economico-finanziaria rende difficile per le imprese anticipare ai lavoratori il trattamento di Cassa integrazione guadagni, i rappresentanti politici dovranno impegnarsi ad accelerare la tempistica di smaltimento delle pratiche per l’anticipazione della Cassa integrazione guadagni, anche a costo di utilizzare più personale negli uffici preposti, mentre le parti agiranno presso gli uffici locali INPS per accelerare le pratiche legate alla Cassa integrazione guadagni ordinaria.
 
Casse integrazione anticipate – Agli istituti di credito, il protocollo chiede di poter raggiungere intese sull’anticipazione dei trattamenti di disoccupazione e mobilità ai lavoratori in crisi, sulla scia di quanto già concordato con alcune banche, sotto il patrocinio di Amministrazione Provinciale e Camera di Commercio, per l’anticipazione di alcune quote di Cigs e cigs in deroga ai lavoratori in attesa del pagamento da parte dell’INPS, senza interessi e spese. Per gli stessi lavoratori queste banche hanno accettato di posticipare le eventuali rate di mutui. Industriali e sindacati chiedono di poter raggiungere intese analoghe con gli istituti di credito anche per l’anticipazione dei trattamenti di disoccupazione e mobilità.
Le parti prendono atto con favore della disponibilità raccolta da Unione Industriali presso alcuni istituti di credito a mettere a disposizione delle imprese un plafond di alcune decine di milioni di euro a tassi ridotti rispetto a quelli normalmente applicati alle operazioni garantite dai Confidi.
 
Percorsi formativi – Alle aziende, il protocollo suggerisce inoltre di sfruttare la cassa integrazione per inserire i lavoratori, grazie a Fondimpresa, in percorsi formativi di aggiornamento e rafforzamento delle proprie competenze professionali, sia per mantenere un livello di fiducia e partecipazione più elevato, sia per predisporre risorse più efficaci per l’aggancio alla futura ripresa.
Ai lavoratori in cassa che partecipano a percorsi formativi, dicono i firmatari del protocollo, Amministrazione Provinciale e/o Camera di Commercio potrebbero offrire qualche contributo (ad esempio i ticket restaurant) attingendo alle risorse stanziate a sostegno dei lavoratori in crisi.
Unione Industriali e sindacati si impegnano a velocizzare la realizzazione del fondo di garanzia dei prestiti a lavoratori in difficoltà che sarà realizzato all’interno della Fondazione provinciale della Comunità Comasca, in accordo con banche da identificare, e alimentato con i rendimenti del Fondo Mondo del lavoro e i residui della liquidazione di Casamica Como, con fondi messi a disposizione dalle organizzazioni sindacali con i residui del Fondo Sociale e con eventuali contributi in denaro o fidejussioni da richiedere ad Amministrazione provinciale e Camera di Commercio.
Alle amministrazioni locali, Unione Industriali, CGIL, CISL e UIL chiedono l’avvio di politiche tariffarie per i servizi che tengano conto delle situazioni di difficoltà dei lavoratori, ad esempio sospendendo il riferimento ai dati ISEE e ricorrendo a strumenti come l’autocertificazione per tenere conto della situazione contingente.
 
Accordo per lo sviluppo – Il protocollo d’intesa sottolinea infine l’urgenza di realizzare l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale tra Regione, Camera di Commercio, Amministrazione Provinciale e Comune di Como, che “da troppo tempo langue e per il quale si rende necessario un aggiornamento dei contenuti concordato con i rappresentanti delle forze economiche e sociali, in relazione ai mutamenti intervenuti dal momento della sua predisposizione”.

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Pubblicato il 21 Aprile 2009
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