Anacleto è tornato: il gatto più fortunato del Natale è tornato a regnare sulla sua scatola
Aggiornamenti dal felino protagonista del "miracolo" della vigilia: vispo, affamato e di nuovo padrone assoluto del cartone
Nella foto sopra: Anacleto nella sua scatola, vispo e in salute. E con quell’espressione che dice chiaramente “tutto questo casino per me?”
Dopo il dramma della vigilia di Natale che aveva tenuto tutti col fiato sospeso, è arrivata la prova che tutti aspettavano: Anacleto sta benissimo.
Il re è tornato al suo trono (di cartone)
La foto che ci ha mandato la proprietaria, A., parla chiaro: Anacleto ha ripreso possesso della sua amata scatola di cartone. E quando un gatto torna alla sua scatola preferita, significa che nel suo mondo è tornato tutto alla normalità.”Grazie per aver capito”. Nel messaggio che ci ha inviato, A. ringrazia per l’articolo: «Prima di tutto grazie, avete colto il mio intento, i miei sentimenti, il mio stato d’animo».
Certo, non sono mancati commenti al vetriolo online, ma A. li liquida con filosofia: «La gente si permette di aprire bocca senza conoscere». E in effetti, quando conosci la sua storia, capisci che quelle critiche cadono nel vuoto. Perché A. ci tiene a raccontare chi è davvero, al di là dell’incidente: una donna che ha dedicato la sua vita agli animali in difficoltà.«Ho avuto gatti e cani tutti provenienti da abbandoni, maltrattamenti o incidentati, e sono vissuti i gatti fino a 21 anni e i cani fino a 17», scrive. Tra questi, c’è anche la storia toccante di un cane di razza malato di cuore, che qualcuno aveva abbandonato sul divano di casa sua “con la scusa di venire a bere un caffè”. Perché quando un animale non può essere venduto, per alcuni diventa improvvisamente invisibile. Ma non per A., che lo ha accolto e gli ha regalato 17 anni di vita felice.
Il veterinario eroe (ancora una volta)
La gratitudine più grande comunque va al dottor Mario, il veterinario che ha letteralmente salvato Anacleto: «Una persona unica», lo definisce A.
E non è la prima volta che questo dottore si dimostra all’altezza delle emergenze più disperate. Fu lui a curare anche «La piccola Arabella, il cane di famiglia morso da un lupo cecoslovacco». Quella notte della vigilia, il dottor Mario ha fatto quello che fanno i veri professionisti: è arrivato subito, ha lavorato per ore, ha vegliato fino alle 4 del mattino quando finalmente la temperatura di Anacleto è tornata a livelli di sicurezza. E ha supportato una proprietaria che stava vivendo il suo peggior incubo.
E il vero miracolo? È arrivato la mattina dopo, quella di Natale, quando Anacleto ha ricominciato a mangiare. Per chi vive con i gatti, quel momento in cui tornano alla ciotola dopo una malattia è sempre un sospiro di sollievo infinito. Per A., che vive circondata da cinque animali tra cani e gatti, vedere Anacleto tornare se stesso è stato il miglior regalo di Natale possibile.
La storia di A. e dei suoi animali è quella di tante persone che non vanno nei negozi a scegliere cuccioli perfetti, ma aprono la porta (e il cuore) a chi nessuno vuole: il gatto troppo vecchio, il cane malato, quello trovato per strada, quello abbandonato perché “non possiamo più tenerlo”. E questi animali scartati, nelle case giuste, vivono vite lunghissime e felici. Numeri che parlano di cure, attenzione, amore quotidiano.
E vissero tutti felici e pelosi
Oggi, mentre scriviamo, Anacleto è nella sua scatola. Probabilmente sta dormendo. O forse sta meditando sui misteri dell’universo. O forse pensa a cosa mangiare. Insomma, è tornato ad essere un gatto normale. Con una storia straordinaria alle spalle e sette vite ancora davanti. La vigilia di Natale 2025 resterà per sempre “quella volta che Anacleto…”, ma per fortuna è una storia che si può raccontare sorridendo, con il protagonista vivo e vegeto a fare quello che i gatti fanno meglio: ignorarci magnificamente dalla loro scatola. Bentornato, Anacleto. E la prossima volta, per favore, trova un posto meno… rotante per i tuoi pisolini.
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