Viviamo Induno Olona vota no al bilancio: “Risorse ferme e tariffe in aumento”
La lista di minoranza contesta le scelte della giunta Castelli su tasse e servizi denunciando rincari fino al 20 per cento per le affissioni e i servizi cimiteriali nonostante l'avanzo milionario
L’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 a Induno Olona accende il dibattito politico tra l’amministrazione guidata dal sindaco Castelli e l’opposizione. La lista “Viviamo Induno Olona”, dopo il Consiglio Comunale dello scorso 23 febbraio, ha espresso un netto voto contrario, sollevando dubbi sulla gestione delle risorse economiche, sull’aumento delle tariffe e sul futuro dei servizi sociosanitari targati Asfarm.
Risorse in cassa e aumenti tariffari
Secondo quanto riportato dalla lista di minoranza, il Comune gode di una solida situazione finanziaria, con circa 7 milioni di euro in cassa e un avanzo di amministrazione stimato in 1,6 milioni. «Un dato politico è evidente – attacca Viviamo Induno Olona – le risorse ci sono, ma la capacità di trasformarle in interventi concreti resta limitata».
Nonostante l’invarianza di IMU e addizionale Irpef, l’opposizione punta il dito contro l’aumento di altre voci di costo che peseranno su cittadini e commercianti: si parla di un incremento del 17,5% per il Canone Unico Patrimoniale (pubblicità e affissioni) e del 20% per le concessioni cimiteriali e i diritti di segreteria nel settore urbanistico.
Il nodo della raccolta differenziata e della “tassa dei bidoni”
Un altro fronte caldo riguarda la gestione dei rifiuti. Il gruppo di minoranza contesta le dichiarazioni del sindaco sulla scarsa attenzione dei cittadini alla differenziata, ricordando che fino al 2024 la quota di recupero sfiorava l’80%. Sotto accusa finisce la nuova tariffa per la raccolta del verde, ribattezzata “tassa dei bidoni” (48,80 euro), che secondo l’opposizione potrebbe disincentivare il corretto smaltimento invece di favorirlo. Rimangono inoltre in sospeso interrogativi su grandi opere come la rotatoria Eurospin/Monte Sant’Elia e la riqualificazione di piazza Giovanni XXIII.
Il futuro di Asfarm e l’ipoteca sul nido
La critica più serrata riguarda però la nuova sede dei servizi sociosanitari di Asfarm. Il progetto presentato prevede il posizionamento della struttura nel viale d’ingresso dell’asilo nido, occupando parte del giardino. «La scelta ci ha sorpreso e preoccupato – spiegano dalla lista – metterci di fronte una nuova costruzione rischia di snaturare completamente la struttura del nido. Immaginiamo già i bambini ingabbiati in fondo a quello che oggi è un parco».
Proposte alternative per l’Area Tettamanti
Come alternativa al consumo del giardino del nido, Viviamo Induno Olona suggerisce di spostare l’attenzione sull’Area Tettamanti. Qui, secondo il Piano di Governo del Territorio (PGT), sarebbe previsto il recupero dell’edificio dell’ex camiceria da cedere gratuitamente al Comune. «La nuova sede di Asfarm potrebbe insediarsi lì – conclude la nota – con spese di recupero a scomputo degli oneri dovuti dal privato, perseguendo così un reale interesse pubblico».
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