Il “distretto con le ali” prende il volo per i negozi di vicinato
Il Comune capofila nella richiesta, con Ferno, Cardano e Vizzola, di risorse dal bando regionale per i Distretti del commercio. Confesercenti e sistema bibliotecario consortile Panizzi partner dell'iniziativa. Per la provincia di Varese il Pirellone "mette" 2 milioni di euro
Il “distretto con le ali” scalda i motori a beneficio del piccolo commercio: e Samarate si mette in pole position per far decollare nuovamente i negozi di vicinato, i mercati e le attività e infrastrutture connesse.
È un vero e proprio appello neanche tanto fra le righe, quello che giunge dal municipio attraverso il sindaco Vittorio Solanti. Durante le settimane estive Samarate, dopo essersi costituita nel citato “distretto con le ali” insieme ai Comuni di Cardano al Campo, Ferno e Vizzola Ticino (come era obbligatorio per tutti i Comuni sotto i 25.000 abitanti), ha presentato domanda di contributo per i fondi del secondo bando regionale relativo ai Distretti del commercio. Obiettivo: accaparrarsi una fetta sostanziosa dei 2 milioni di euro messi a disposizione dal Pirellone per la provincia di Varese, esclusi i centri principali che hanno già preso parte al primo bando. Samarate si è fatta capofila dell’iniziativa e a fine luglio, quando ormai le ferie erano nell’aria, gli uffici hanno lavorato con solerzia per perfezionare la domanda, mentre il sindaco incontrava a stretto giro le rappresentanze dei commercianti. «Un’iniziativa fortemente voluta» e mirata, così il sindaco incontrando la stampa locale.
Il bando riguarda il commercio al di sotto dei 250mq di spazi, quindi quello “di vicinato”. Le risorse ricevute andrevvero al 50% ai privati che si associano alla richiesta e all’amministrazione. «L’opportunità è notevole» commenta Solanti. Fra le spese ammissibili vi è tutto quanto può favorire il commercio “a misura di quartiere”, inclusi interventi infrastrutturali: quindi anche viabilità e trasporti, arredo urbano, illuminazione, costruzione di chioschi e strutture per fiere e spettacoli, creazione di eventi sociali. Per i privati, le possibilità riguardano l’acquisto di nuove attrezzature o le ristrutturazioni: quindi dalla nuova facciata o vetrina al dehors, alla fioriera e all’insegna, insomma tutto quanto può abbellire e rendere più funzionale un negozio. «A fine luglio ci siamo mossi con alacrità» ricorda il primo cittadino «e la risposta dei commercianti non è tardata, più di una ventina hanno mostrato interesse e già ora le richieste solo qui a Samarate sfiorano i 370mila euro». Il Comune per parte sua ha già 1,8 milioni di euro stanziati per una serie di interventi che potrebbero essere in parte coperti da fondi del bando regionale: tra questi il rifacimento della piazza Volta di Verghera, i giardini di San Macario, le vie Diaz e Roma, oltre alle attività culturali. Entro fine ottobre si dovrebbe sapere quanto potrà arrivare dal Pirellone, ma su questa tranche le prospettive appaiono buone perchè non ci sarebbero grossi competitor a livello locale. Senza contare che Samarate ha già gli occhi puntati sul terzo bando, in uscita a metà ottobre. Per il Comune si tratterebbe eventualmente di “briciole” (al massimo qualche centinaio di migliaio di euro, bisognerà dividere con Ferno e Cardano) rispetto ai bisogni, ma per alcuni commercianti anche modeste risorse potrebbero fare la differenza in positivo.
Partner dell’iniziativa comunale è Confesercenti, insieme al sistema bibliotecario consortile di Gallarate Panizzi. Purtroppo all’ultimo momento non vi è stato l’accordo auspicato con Ascom, rileva il sindaco: «Dicevano che ci eravamo mossi in ritardo, il bando era uscito a metà giugno». Il Comune di Samarate ha scritto ai commercianti per pubblicizzare l’iniziativa in relazione ai bandi regionali – quello per cui si è già fatta richiesta e quello a venire. «Il motivo è preso detto: la nostra politica come amministrazione era quella già contenuta nel programma elettorale, che prevedeva la difesa del commercio di vicinato e il no alla grande distribuzione». Presa di posizione difficile, quest’ultima, specialmente in tempi di vecche magre per le casse degli enti locali con certi vicini che, come noto, seguono politiche ben diverse. Risultato? «Da studi a campione che abbiamo effettuato su alcune centinaia di concittadini, risulterebbe che oggi qualcosa come l’80% dei samaratesi si reca a fare spese fuori dal nostro Comune, il 60% solo a Gallarate». Nemmeno il sindaco si esime dal "confessarsi", a modo suo: «Se per il pane non abbiamo problemi, è un settore che regge, visto che il prodotto lo si vuole fresco, non abbiamo più fruttivendoli ad esempio. Così, se devo prendermi, che so, il prosciutto lo compro qui, ma se ho fretta e devo comprare più cose alla fine vado al supermercato a Busto Arsizio…» Da ex commerciante, Solanti sa bene che per mantenere l’attrattività del negozio di vicinato serve un’azione condivisa e di sistema. Da una parte le facilitazioni degli enti pubblici, i fondi regionali, le iniziative messe in campo dal Comune: dall’altro un commercio che sappia e voglia cogliere le opportunità, rinnovarsi e partecipare al graduale rinnovo funzionale e anche visuale della città. La chiave starà nel saper offrire nuovi spazi e servizi, supportati da eventi e occasioni sociali che invoglino a frequentare la piazza, e una gamma completa di prodotti, alimentari e non, tutto nello spazio contenuto dell’abitato e a prezzi accessibili. Tutto per far rinunciare i più alla rituale gita al centro commerciale: tanto traffico in meno, tanta vivibilità in più.
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